sabato 5 agosto 2017

Recensioni in 10 righe: "Lettera a Léontine" di Raffaello Mastrolonardo


Devo smetterla di comprare i libri perché hanno una bella copertina e una sinossi che promette benino. In questo caso ho raccattato una storia piena di luoghi comuni, a cominciare dalla moglie cornificata che ha la nevrosi della casalinga e il filo di perle (signore amanti delle perle, sappiate che perle e corna vanno a braccetto in questo tipo di letteratura. Donna avvisata...). Il protagonista è- ahimè- pure narratore, per cui ci sorbiremo tutta in prima persona la sua tragedia. Egli, scienziato e poeta, pirata e signore, è uomo pieno di prosopopea, verboso e fintamente dolce. Dice che il vero sesso è quello a pagamento ed è convinto che la prostituta con lui goda e gliela darebbe anche gratis. Fornisce, appena ne ha l'occasione, informazioni storico-letterarie talmente banali che anche mia figlia in quinta elementare si scoccerebbe, invece lei (Leontine) si sdilinquisce e squittisce per la di lui profondissima cultura. Va da uno psicologo, poco credibile come la puttana, che glielo dà gratis, il conforto: ma questo è molto più pericoloso perché, anziché fargli capire che lei (Leontine) lo ha lasciato perché è un fedifrago e tiene già famiglia, gli dice che è troppo bello bravo figo sensibile e intelligente e le donne invece vogliono un ragioniere, possibilmente brutto e stupido, perché i poeti le spaventano. Ah. Uh. Egli (il protagonista narratore) naturalmente ci crede ed esce dalla seduta psicoanalitica a-gratis di sto Freud della mutua ancora più tronfio e rovinato di prima. Lei (Leontine) gli dà un altro appuntamento, dopo averlo lasciato, ma egli, che ha spasimato in faccia al lettore per giorni e giorni, decide di non presentarsi perché sospetta che lei abbia accettato di rivederlo per pietà e non per amore. E lui, che- ripeto- ci ha sfranto i cabbasisi per numerosissime pagine, improvvisamente ritrova la sua dignità di uomo e decide che è meglio andare a puttane, quella sera. 
In confronto i personaggi di Moccia sono dei mostri di approfondimento e coerenza psicologica. Insomma, dai, abbiate pietà.


Voto * 

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