mercoledì 12 luglio 2017

Recensioni in 10 righe: "Io non mi chiamo Miriam" di Majgull Axelsson


Il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno Miriam, una composta ed elegante signora svedese, dichiara alla famiglia riunita per i festeggiamenti di non essere Miriam. E' l'inizio di una sofferta ricostruzione della verità: di una vita segnata irrimediabilmente dagli orrori delle persecuzioni e dei campi di sterminio, che hanno colpito i rom oltre che gli ebrei, ma anche di un "dopo" irrigidito nella menzogna e nella paura che quegli orrori possano ripetersi. Perché la radice della discriminazione e dell'odio è negli uomini e non si è estinta, purtroppo, con la sconfitta del nazismo. Un romanzo particolare, che mescola la rievocazione storica con la narrazione e la costruzione di un personaggio interessante, forte e fragile nello stesso tempo, capace di mentire sulla propria identità per sopravvivere ma poi incapace di uscire dalla finzione, fino alla fine di quella sua vita tanto coraggiosamente preservata. Profondo.

Voto ****

Nessun commento:

Posta un commento