martedì 27 dicembre 2016

Recensioni in 10 righe: "Doppio nodo" di Joyce Carol Oates


Molte ragazze rapite, uccise e mutilate, tutte dotate di un particolare talento artistico; un sinistro narratore, che presto identifichiamo come la coscienza del killer; un uomo tormentato dal ricordo della prima ragazza assassinata, che lui conosceva, molti anni prima, e ancora più tormentato dal rimorso di non aver saputo salvare l'ultima ragazza scomparsa, con cui c'era un'attrazione amorosa ancora irrealizzata. Dubbi (sulla propria innocenza e sul proprio ruolo nella vicenda) e crisi d'identità accompagnano l'uomo nella ricerca dell'assassino e fino al compimento della storia. 
Per essere un romanzo di una delle mie scrittrici preferite è deludente: l'analisi psicologica e lo sguardo dei protagonisti non sono particolarmente originali né convincenti, il ritmo è lento, lo scioglimento non è affatto imprevedibile. Insomma, se volete leggere qualcosa della Oates sicuramente non vi consiglio di cominciare da questo romanzo, peraltro da lei pubblicato con lo pseudonimo di Rosamond Smith.

Voto ** e 1/2 (perché comunque la Oates scrive bene, anche quando non è particolarmente in vena come in questo caso)

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