sabato 5 novembre 2016

Recensioni in 10 righe: "Lo scrittore deve morire" di Gianluca Morozzi, Heman Zed



Provata dalle letture degli ultimi tempi (alcune belle, altre meno, ma tutte comunque a base di serial killers, morti, violenze e brutture varie), ho deciso di prendermi una pausa con qualcosa di più leggerotto e divertente, e direi che con questo libro ci ho preso. Ecco la trama, delirante quanto basta: due scrittori "emergenti" si ritrovano, vittime di un editore alcolizzato e collerico, a dover presentare in giro per l'Italia, in posti sempre improbabili, un ancora più improbabile romanzo, nato dall'assemblaggio insensato delle loro fatiche letterarie, già deprecabili prese una per volta. Il tour promozionale si snoda secondo un itinerario pazzesco e alle avventure dissennate dei due contribuiscono generosamente un vecchio critico mitomane, una fidanzata infedele, un loschissimo sedicente poeta, uno scrittore di successo in crisi creativa, un pazzo, un ristoratore di talento e tutta una serie di personaggi minori e comunque esilaranti. Alcune gag sono irresistibili, soprattutto per gli scrittori emergenti o mai emersi, che per esperienza possono cogliere la grottesca verosimiglianza di certe situazioni che a tutti gli altri esseri umani sembreranno inverosimili.
Niente di che, ma sicuramente divertente.

Voto *** 

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