giovedì 24 novembre 2016

Recensioni in 10 righe: "Conforme alla gloria" di Demetrio Paolin


Il figlio di un nazista che non si è mai pentito eredita un dipinto fatto realizzare a Mauthausen sulla pelle di una prigioniera. Attorno a quest'opera raccapricciante, che esercita un fascino sinistro su chi la guarda, spesso senza capirla e senza sapere da quale orrore è stata generata, si avviluppa il tormento dei tre protagonisti: il figlio del carnefice, l'autore dell'opera (all'epoca prigioniero nel campo, ora tatuatore alla ricerca di un corpo su cui ripetere lo stesso disegno) e la ragazza anoressica che, senza esserne consapevole, si presta a farsi copia vivente di quel quadro. Tutti cercano la via dell'espiazione, un modo di espellere il male dalla propria storia e dal proprio corpo, ma inutilmente, perché quel male si è fatto per loro (e per noi), attraverso il DNA o attraverso il colore che si insinua sotto la pelle, materia e sostanza della vita stessa. 
Un romanzo ambizioso e originale, da cui mi sarei aspettata però qualcosa di più, dato il tema: la volontà feroce di colpire e ferire il lettore, ad esempio. Invece sono rimasta stranamente "fuori" da quanto mi veniva raccontato, spettatrice tutto sommato indifferente, e non so dire se sia colpa mia, debolezza del romanzo, o se sia stata una scelta dell'autore portarci con la sua narrazione "composta" a prendere emotivamente le distanze dall'orrore e dall'indicibile, come nel romanzo sbadigliano e non comprendono coloro che osservano il quadro o il corpo della ragazza che ne è diventata la replica. 
Una lettura sicuramente interessante, tuttavia.

Voto ****

venerdì 18 novembre 2016

Segnalazione: "Bianca dentro" di Marco Polani

Mi è stata segnalata dalla casa editrice Miraggi la recente uscita della raccolta di poesie "Bianca dentro" di Marco Polani.



Note dal libro:
Bianca dentro significa cancellazione e purezza al tempo stesso. È “più voglio staccarmi da te, più voglio tornare a purificarmi con te e per te”. È un percorso a senso unico, sempre contromano. È la difficoltà di separarsi anche se tutti lo fanno. È il ricordo che si imprime sul foglio bianco. È la nostra memoria interna che non svanisce più. Bianca dentro siamo io e te che ci tagliamo e ci ricuciamo a vicenda, ci infettiamo, ma restiamo puri e sinceri. Sono i nostri fiori rotti, tutti i sentimenti possibili. È colorarci a vicenda fino a ridere, scolorirsi fino a piangere.
Bianca dentro perché dobbiamo ripulirci per un po’, lavare insieme i panni e le fotografie dentro una lavatrice gigantesca. Anche se, alla fine, continuiamo a esserci sempre.

Poesie molto dirette, sincere, "nude" direi, che ci raccontano un amore giovanile, di quelli  pieni di rabbia e di tenerezza, di quelli che si perdono mille volte e non si dimenticano. Prevale la semplicità estrema, la brevità, come fosse un discorso, un balbettio, un lamento che diciamo solo a noi stessi. 
In alcune immagini, in alcune liriche, a mio parere le migliori, prende però forma compiuta la malinconia e il senso del tempo che sfugge, o del tempo che verrà e forse non sarà come l'avremmo voluto. 

Controtendenza

ci incontriamo al Bar del Tramonto
alle 5 di mattina in punto,
mentre il sole sorge
vediamo gli amanti che lasciano la città
ed i lavoratori che iniziano la giornata
tutto resta indietro
e niente si spinge in avanti
restiamo fermi
ed il cielo diventa azzurro
e gli uccelli iniziano a cantare
i viali come cimiteri di bottiglie
e i primi autobus che passano.
  

L'autore (biografia tratta dal suo blog): 
Marco Polani (1983), vive in pro­vincia di Roma. Scrittore e poeta, ha pubblicato Non ti meriti niente(2015), un libro di poesie irriveren­te e che ha riscosso parecchio interesse, Un giorno ti por­terò a mangiare ’sto cazzo di Sushi (2016), una mini raccolta di poesie in free download sul suo blog per­sonale, il libro di poesie Bianca dentro (2016, Miraggi Edizioni, Torino). È apparso con diverse poe­sie e racconti in raccolte letterarie, tra cui Tempi diVersi e Antisociale, oltre che in blog letterari. All’attività poetica alterna la pas­sione per il disegno e per la musica.

martedì 15 novembre 2016

Racconti notturni cercasi



Amici scrittori e amiche scrittrici, chiedo la vostra collaborazione per una nuova rubrica del blog.
Mi servono racconti particolari, non importa se di genere o no, ma belli, inquietanti, emozionanti. Storie da leggere di notte, prima di dormire o invece di dormire.
Non troppo brevi, non troppo lunghi (diciamo minimo 5000 massimo 10000 battute, ma non sarò affatto fiscale, l’importante è che la storia mi prenda).
Mandatemi il racconto in formato doc a questo indirizzo: storiedinotte@tinacaramanico.org
La selezione sarà spietata, perché cerco storie davvero speciali.
Le storie selezionate saranno pubblicate sicuramente sul blog, poi, se sarà possibile e se sarete d’accordo, potrebbero anche diventare dei video-racconti, in un futuro non troppo lontano.
Non sarete remunerati in caso di pubblicazione, posso solo far girare la voce e la vostra storia il più possibile per il web, con tutte le lodi e i ringraziamenti del caso.
Non ho idea di quante proposte riceverò, quindi non posso neppure prevedere il tempo che mi ci vorrà per leggere e scegliere i racconti più adatti.
Risponderò solo agli autori/alle autrici delle storie selezionate, in modo da metterci d’accordo per la pubblicazione: vi chiederò di mandarmi una liberatoria in cui mi autorizzerete a pubblicare, in modo non esclusivo e senza scopo di lucro (né mio né vostro), il racconto sul mio blog (ed eventualmente in altre forme che concorderemo).
Se dopo l'invio non mi farò viva per un tempo sufficientemente lungo, vuol dire che la vostra storia magari è bella, ma non è adatta alla rubrica (al mio progetto di rubrica, per ora): perciò non ve la prendete e restate in contatto. Sarà per un’altra volta.
Non metto limiti alla Provvidenza, perciò non fisso (almeno per ora) una scadenza per l’invio dei racconti. Dovessi ricevere millemila ottime short-stories in tre giorni, ve lo farò sapere.

Grazie a tutti. Aspetto le vostre storie.

mercoledì 9 novembre 2016

Articoli e recensioni su scrittrici cercasi, per nuova rubrica


Chiedo la vostra collaborazione per una nuova rubrica, che vorrei far partire a dicembre e che si occuperà di libri "scritti da donne". 
Visti i giudizi preconcetti che ancora troppo spesso mi capita di sentire a proposito delle donne che scrivono, mi piacerebbe dedicare un piccolo spazio proprio alla narrativa e alla poesia prodotta da scrittrici. Mi piacerebbe però non essere la sola a recensire e a segnalare, vorrei anche il vostro aiuto: mandatemi suggerimenti di letture che volete condividere, recensioni di libri scritti da donne che vi hanno colpito, articoli su scrittrici che conoscete e stimate. Potrete parlare di autrici contemporanee o di classici della letteratura, di opere italiane o straniere, di autrici affermate o ancora poco conosciute. Nessun limite, insomma, anzi uno spazio aperto per far circolare nomi, titoli, informazioni. Vi chiedo solo un favore: la rubrica non serve a fare bieca pubblicità a certi libri o a determinate autrici. Recensite e segnalate solo autrici che davvero vi piacciono, che davvero hanno lasciato un segno nella vostra immaginazione, nei vostri pensieri. Autrici importanti, insomma, almeno per voi e per il vostro gusto. Sarete ovviamente responsabili di quanto scriverete, ma mi riservo comunque di non pubblicare articoli con un evidente scopo promozionale. 
Non pubblicherò neppure articoli sgrammaticati.
Non vi assumerò né potrò pagarvi per quello che mi autorizzerete a pubblicare su questo blog. 
Se vi va di collaborare, mandate i vostri articoli o le vostre segnalazioni a questo indirizzo: storiedinotte@tinacaramanico.org
Se il materiale sarà adatto per la rubrica, vi risponderò e ci accorderemo per la pubblicazione.
Se non mi farò viva è possibile che il vostro articolo non sia, per motivi anche indipendenti dal suo valore, al momento pubblicabile; oppure può darsi che mi siano arrivati miliardi di articoli e mi ci vorrà moltissimo tempo a leggerli. In entrambi i casi vi prego di mantenere la calma e di continuare a volermi bene lo stesso.

sabato 5 novembre 2016

Recensioni in 10 righe: "Lo scrittore deve morire" di Gianluca Morozzi, Heman Zed



Provata dalle letture degli ultimi tempi (alcune belle, altre meno, ma tutte comunque a base di serial killers, morti, violenze e brutture varie), ho deciso di prendermi una pausa con qualcosa di più leggerotto e divertente, e direi che con questo libro ci ho preso. Ecco la trama, delirante quanto basta: due scrittori "emergenti" si ritrovano, vittime di un editore alcolizzato e collerico, a dover presentare in giro per l'Italia, in posti sempre improbabili, un ancora più improbabile romanzo, nato dall'assemblaggio insensato delle loro fatiche letterarie, già deprecabili prese una per volta. Il tour promozionale si snoda secondo un itinerario pazzesco e alle avventure dissennate dei due contribuiscono generosamente un vecchio critico mitomane, una fidanzata infedele, un loschissimo sedicente poeta, uno scrittore di successo in crisi creativa, un pazzo, un ristoratore di talento e tutta una serie di personaggi minori e comunque esilaranti. Alcune gag sono irresistibili, soprattutto per gli scrittori emergenti o mai emersi, che per esperienza possono cogliere la grottesca verosimiglianza di certe situazioni che a tutti gli altri esseri umani sembreranno inverosimili.
Niente di che, ma sicuramente divertente.

Voto *** 

mercoledì 2 novembre 2016

Recensioni in 10 righe: "Dalle rovine" di Luciano Funetta



Rivera vive solo per i suoi serpenti e si tiene lontano dalle donne, preferendo inquietanti rituali amorosi con i rettili. Finisce nel mondo della pornografia underground, in mezzo a diversi personaggi che sembrano tutti lo stesso personaggio e inseguono il miraggio di un film, "Dalle rovine" appunto, impossibile punto di incontro tra arte e degradazione estrema, violenza e morte.
Non un alito di vita, in questo romanzo: narratori e personaggi paiono cadaveri che guardano cadaveri che pensano di essere sopravvissuti. La storia è inconsistente, il senso del tutto pure, tolto l'odore dolciastro di serpenti e decomposizione. Peccato, perché la scrittura è bella, alcuni brani incantevoli, l'incipit fulminante, meravigliosi i narratori che dicono "noi" e non si sa chi sono: presenze misteriose che seguono e spiano Rivera, e forse sanno di lui cose che non dicono. Però dopo pagine e pagine di mortifera freddezza ho ceduto, e ho portato a termine la lettura più per dovere che per piacere. Peccato davvero.

Voto *** (tutte sostanzialmente per l'incipit)