venerdì 14 ottobre 2016

Recensioni in 10 righe: "Riparare i viventi" di Maylis de Kerangal


Un ragazzo muore in un incidente; il giorno dopo il suo cuore batte nel petto di una donna, e le consente di vivere. In questa lunga giornata che separa i due eventi c'è il mistero della morte, il limbo in cui il corpo del ragazzo resta, solo apparentemente vivo, l'incredulità e poi la rassegnazione dei genitori, tutti i passaggi razionali eppure non freddi necessari per gli espianti degli organi, l'attesa e la rinascita di chi di quel cuore ha bisogno per tornare a vivere e a sperare. Un romanzo bello e denso per i suoi contenuti, per la capacità di farci comprendere i pensieri, i sentimenti e gli smarrimenti di chi si trova a dover subire o dirigere la catena di eventi tra la vita, la morte e di nuovo la vita, perché sembra esserci, in tutto ciò che accade in queste ventiquattr'ore, un filo e un senso, al di là del caso. Meno apprezzabile, secondo me, lo stile, che non riesce sempre a conservarsi gelido e preciso nelle descrizioni, a evitare qualche caduta nel patetico.
Nel complesso un romanzo interessante e coinvolgente.

Voto *** e 1/2 

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