giovedì 8 settembre 2016

Ma l'emergente come fa? Interviste a soci SEU: Simona Busto



Ecco l'ultima intervista di questa prima serie dedicata ai soci SEU. Oggi chiacchieriamo con Simona Busto.

1)    Ciao Simona. Vuoi presentarti (come autore e come essere umano) ai lettori del blog?
Ciao a tutti. Sono Simona, autrice, mamma, impiegata… insomma creatura in perenne lotta contro il tempo che fugge. Amo soprattutto il genere fantasy, ma mi piace leggere un po’ di tutto, adoro spaziare e considero l’originalità un enorme pregio. Sono cocciuta, intransigente (soprattutto con me stessa), e sensibile fino al’eccesso.

2) Quando hai cominciato a scrivere? E quando hai pubblicato il primo testo?
Scrivo da sempre, che io mi ricordi. Forse la prima storia è nata alle scuole medie. Ho iniziato con i racconti brevi. Ne ho pubblicati alcuni online. La prima pubblicazione retribuita però è avvenuta nel 2012, sulla rivista “Confidenze tra amiche” (Mondadori). Il primo romanzo invece è del 2014, ed è uscito con il self-publishing.

3) Cosa ti spinge a scrivere, quali sono le tue motivazioni più profonde?

Farei prima a spiegare perché in certi momenti non scrivo. Mettere i miei sogni in forma letteraria è più una necessità che altro. Non saprei immaginare la vita senza le mie storie. Scrivere è una valvola di sfogo, un momento di evasione, un irrinunciabile alito di libertà.

4) Perché hai deciso di pubblicare?

Perché sentivo il bisogno di conoscere l’opinione altrui, di confrontarmi con il mondo dei lettori. E perché una persona che stimo molto mi ha detto che le mie storie meritavano di essere lette e che era disposta a riservarmi uno spazio sulla rivista. Dopo un po’ mi sono chiesta come sarebbe stato mostrare al mondo anche i romanzi. E così eccomi qua.

5) Hai pubblicato con una casa editrice o con il self-publishing?

Le storie brevi escono quasi tutte sulla rivista, quindi con una casa editrice. I romanzi sono tutti editi in self.

6) Perché hai fatto questa scelta?

Sono una persona molto indipendente. Preferisco essere l’artefice del mio successo (o del mio insuccesso). Mi piace poter decidere da sola il prezzo, gli sconti, le promozioni. Almeno per quel che riguarda i miei sogni non vorrei dover rendere conto a nessuno.

7) Sei stata soddisfatta dei risultati, continuerai così o intendi in futuro prendere una strada diversa?

Per il momento mi va bene così. I primi romanzi hanno avuto un discreto seguito, e per il momento non mi sento di affrontare un cammino differente. Non escludo mai nulla, però ora come ora credo di aver imboccato una strada che si adatta al mio modo di essere.

8) Cosa dovrebbe dare un buon libro ai suoi lettori?

Io penso che dovrebbe lasciare semplicemente una traccia. Ci sono romanzi che ti scavano veri solchi nell’anima. Quando ti affezioni ai personaggi, quando non riesci a staccarti dalla lettura, quando vuoi vedere subito cosa sta per accadere, e quando non ti dimentichi delle sensazioni provate leggendo nemmeno dopo che hai girato l’ultima pagina, allora il libro ha fatto centro.

9) Come mai, secondo te, in Italia ci sono pochi lettori?

Forse siamo un paese di pigri. La rappresentazione cinematografica è meno faticosa e richiede uno sforzo immaginativo minore, quindi scegliamo quella.

10) Cosa si potrebbe fare, secondo te, per motivare gli italiani che non leggono?

Bisognerebbe, credo, iniziare a lavorare sulla loro fantasia sin da quando sono piccoli. Io con mio figlio ci sto provando, anche se non è sempre facile. Forse la scuola dovrebbe scegliere qualche testo contemporaneo e leggero da presentare accanto ai soliti classici. 

11) A cosa serve oggi, secondo te, la narrativa?

La narrativa è un momento di distrazione, di evasione. Serve a farci vivere molte vite, e a farci conoscere luoghi che non abbiamo mai visto con i nostri occhi fisici.

12) Cos’è, secondo te, il “successo” per uno scrittore?

Successo è, prima di tutto, essere soddisfatti del proprio lavoro. Il numero delle copie vendute dipende da un’infinità di fattori, ma la sensazione di aver pubblicato un buon testo non è proporzionale alle vendite. Quel che scriviamo deve piacere innanzitutto a noi stessi. I commenti dei lettori possono poi rafforzare questa bella sensazione.

13) Quali sono gli ostacoli più seri che un autore deve affrontare sulla via dell’affermazione personale?

Per quanto mi riguarda, l’ostacolo principale è il tempo. Ne serve molto per scrivere, ma anche per promuoversi e incuriosire i potenziali lettori. Difficile suddividere i momenti liberi in maniera bilanciata.

14) Cosa dovrebbe fare, secondo te, uno scrittore che non riuscisse a raggiungere questo tipo di “successo”?

Provarci ancora: scrivere nuove storie e rimettersi ogni volta in gioco. Non si finisce mai d’imparare e di migliorarsi.

15) Ora ti spetta il tuo piccolo-spazio-pubblicità autogestito: parlaci dei tuoi libri, dei tuoi progetti, di un evento in programma… insomma di quello che vuoi gridare al mondo là fuori.

Ho attualmente all’attivo un romanzo autoconclusivo e due testi che fanno invece parte di una trilogia. Sono soprattutto un’autrice urban fantasy, e i tre romanzi già pubblicati appartengono tutti a questo filone. Il romanzo singolo s’intitola “The Vampire Community” e parla, come dice il titolo, di vampiri. Nel mio libro fondo classico e moderno: Konstantin, il protagonista, non è un vampiro romantico e innocuo, ma un predatore letale e affascinante come nella tradizione vampiresca inaugurata da Stoker, il suo terreno di caccia tuttavia si è spostato nel mondo virtuale. Adesca i membri di una community a tema e ne fa le proprie prede. La giovane e bella Vivienne rischia di essere una delle sue vittime, e la sua sola speranza di salvezza sembra essere il misterioso scrittore Benoit. La trilogia “The Winged” invece è tuttora in fase di lavorazione, anche se i primi due romanzi sono già stati pubblicati. Con “La nave di cristallo” e “Dark Metal” lo scenario cambia: i protagonisti diventano gli angeli e i demoni. Quello sovrannaturale, anche in questo romanzo, è un personaggio affascinante e crudele, lontano dal concetto di essere luminoso e positivo derivato dalla tradizione cattolica. In questi due romanzi l’elemento romantico è più forte, ma non rinuncio a una trama complessa e ricca di colpi di scena, né all’ambivalenza che caratterizza ogni personaggio da me creato. Piccola curiosità: ho inserito le mie colonne sonore all’interno dei romanzi. Ogni capitolo porta il titolo di una canzone rock e il lettore troverà i link a Spotify per godersi appieno questa esperienza di lettura musicale.

“The Vampire Community” 

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