domenica 4 settembre 2016

Ma l'emergente come fa? Interviste a soci SEU: Jessica Maccario



Oggi vi presento un’altra autrice socia SEU, Jessica Maccario.


1) Ciao Jessica. Vuoi presentarti (come autore e come essere umano) ai lettori del blog?
Ciao, ti ringrazio per avermi invitata sul tuo blog! Sono Jessica, ho 26 anni, mi sono appassionata alla lettura fin da piccola e alla scrittura fin dalle scuole medie. Mi piace cucinare e provare nuovi piatti, amo viaggiare e lavorare con i bambini. Mi sono laureata in Beni Culturali e da anni valuto manoscritti per le case editrici.


2) Quando hai cominciato a scrivere? E quando hai pubblicato il primo testo?
Il mio primo romanzo risale alla seconda media, era una storia d’amore un po’ misteriosa ambientata in Irlanda che ho intenzione di rivedere e pubblicare prossimamente. L’avevo stampata e portata all’esame di terza media per raccontarla ai professori. Poi mi ero dedicata a una storia autobiografica, che mi è servita per superare la fine di una bella amicizia e che non ho intenzione di rendere pubblica: è un libro che conoscono in pochi ed è giusto che rimanga così. Il primo romanzo che ho pubblicato, alla fine delle scuole superiori, è il fantasy “Insieme verso la libertà”, che inaugura una trilogia.


3) Cosa ti spinge a scrivere, quali sono le tue motivazioni più profonde?
Scrivere mi fa stare bene, mi rilassa, mi aiuta a superare momenti difficili. Posso affermare con sicurezza che per me è una cura, una valvola di sfogo e un modo per evadere almeno per un po’ dalla realtà. Sono una sognatrice, mi piace fantasticare e scrivo spesso di getto, lasciando libero sfogo alle emozioni e ai pensieri. Non a caso la parte dell’editing, del riscrivere certe parti o fare ricerche, è quella che mi piace meno. 


4) Perché hai deciso di pubblicare? 
Ho sempre scritto per passione, limitandomi a far leggere le mie storie alla mia migliore amica. È andata avanti così per anni. L’idea della pubblicazione era qualcosa di lontano, di irraggiungibile, pensavo che sarebbe stato molto difficile riuscire a pubblicare. Mi ricordo che portai un manoscritto a un giornale e lì mi dissero che era molto lungo e che avrei dovuto tagliare alcune parti ripetitive. Questo per un po’ mi scoraggiò, almeno finché non vidi la locandina di un concorso e decisi di buttarmi con il fantasy, sia pure con pochissime aspettative. Stavo raccogliendo castagne quando ricevetti la telefonata dell’editore... non mi sembrava vero!


5) Hai pubblicato con una casa editrice o con il self-publishing? 
Il primo libro è uscito con Bibliotheka edizioni, una casa editrice di Roma. In seguito ho deciso di provare il self e ammetto che mi piace gestire in libertà il manoscritto, scegliere il prezzo e le offerte per conto mio.


6) Perché hai fatto questa scelta? 
Penso che le piccole case editrici abbiano poco da offrire a un autore per quanto riguarda la promozione e la distribuzione, ma al tempo stesso credo che un autore prima di scegliere l’auto-pubblicazione debba essere sicuro di sapersi auto-gestire (o di avere qualcuno che possa occuparsi della correzione, della copertina) e di riuscire a crearsi un pubblico. Quindi penso che la scelta d’iniziare con una casa editrice sia la migliore, almeno per capire come muoversi in questo mondo.


7) Sei stata soddisfatta dei risultati, continuerai così o intendi in futuro prendere una strada diversa?
Sì, sono soddisfatta di quello che ho raggiunto, soprattutto con gli ultimi libri. Penso che il digitale sia la strada più adatta a me, anche se mi piace molto partecipare alle fiere e amo il cartaceo. La parte più difficile è sicuramente costruirsi un pubblico di lettori fedeli e riuscire a mantenerlo, dando anticipazioni, curiosità, partecipando a iniziative con altri autori. Adoro scrivere e continuerò a portare avanti questa passione, ma mi accontento di piccoli numeri, non sono una che aspira a un grande successo e penso che il successo migliore per un autore sia ricevere commenti dai lettori.


8) Cosa dovrebbe dare un buon libro ai suoi lettori?
Senza dubbio originalità ed emozioni. Sono per i libri che suscitano sentimenti, che riescono a coinvolgerti, a farti ridere, piangere, a darti un motivo per cui riflettere, a lasciarti un messaggio che anche dopo anni ricordi con un sorriso. Le storie più belle, per me, sono quelle che ti travolgono.


9) Come mai, secondo te, in Italia ci sono pochi lettori?
Perché i momenti liberi sono sempre più rari e spesso la lettura viene vista più come una perdita di tempo che come un’occasione per imparare qualcosa. La scuola e la famiglia possono contribuire ad avvicinare i bambini alla lettura, ma poi è la singola persona a decidere se vuole continuare a leggere oppure no, pertanto molto dipende dalle scelte di ciascuno. Io, ad esempio, avevo una maestra alle scuole elementari che ha fatto di tutto per farci amare la lettura, mentre alle scuole medie i libri erano spesso noiosi ed eravamo vincolati nella scelta. Dipende poi anche dalla singola persona: c’è chi ama lo sport, chi preferisce disegnare e via dicendo. Leggere è per le persone curiose, sognatrici, che amano un po’ isolarsi dalla realtà. Sicuramente abbiamo più scrittori che lettori!


10) Cosa si potrebbe fare, secondo te, per motivare gli italiani che non leggono?
Secondo me è necessario cominciare a educare i futuri lettori fin da piccoli, portare i bambini nelle biblioteche, circondarli di libri e lasciarli liberi di scegliere. Per avvicinare un “non lettore” bisogna puntare su libri brevi, fumetti, storie con immagini divertenti, cercare di creare un momento piacevole di gruppo. Ultimamente le biblioteche creano spazi appositi dove il lettore può consultare internet, usare i tablet: è possibile che gli amanti della tecnologia siano invogliati a entrare. Così come potrebbe essere utile creare nei bar uno spazio dove prendere e leggere libri.


11) A cosa serve oggi, secondo te, la narrativa?
Io scrivo narrativa, soprattutto di genere, romanzi rosa e fantasy, che diano importanza tanto alla parte sentimentale quanto ai messaggi. I libri sono belli perché ci permettono di sognare, ma penso che debbano comunque avere una certa verosimiglianza e proporre temi o vicende realistiche. I libri sono veicoli di messaggi, di emozioni, a volte anche di testimonianze e riflessioni. 


12) Cos’è, secondo te, il “successo” per uno scrittore? 
Il successo è soggettivo. Per me è un successo ricevere i commenti entusiasti dei lettori, è un successo anche solo aprire Facebook e trovare un messaggio, guardare Amazon e vedere il libro in una classifica, vedere le facce incuriosite della gente alle fiere. Mi accontento dei piccoli gesti, delle dimostrazioni di affetto, di sapere che la storia è arrivata al cuore di qualcuno. Per altri il successo è scalare tutte le classifiche, avere centinaia di recensioni, arrivare ai critici più esperti, pubblicare con grandi case editrici. Ciascuno ha il proprio traguardo personale, l’importante è ricordarsi che c’è sempre un margine di miglioramento per cui non si è mai davvero “arrivati”.


13) Quali sono gli ostacoli più seri che un autore deve affrontare sulla via dell’affermazione personale?
Io tendo sempre a ricercare la collaborazione, ma uno degli ostacoli è la competizione e l’invidia di altri autori, che attaccano quelli più in alto nelle classifiche elaborando strategie sempre nuove, dai battibecchi, alle frecciatine sulle bacheche, alle recensioni false. A volte si crea un vero e proprio accanimento. Altri ostacoli sono la difficoltà della promozione, per la quale sarebbe necessario poter fare grandi investimenti, e la distribuzione nelle librerie che è monopolizzata dalle grandi CE e che da self è molto difficile ottenere, se non stipulando accordi di “conto vendita” con le singole librerie.


14) Cosa dovrebbe fare, secondo te, uno scrittore che non riuscisse a raggiungere questo tipo di “successo”?
La stragrande maggioranza degli scrittori non lo raggiunge. Sicuramente avere un agente ed essere con una grande CE aiuta, ma conosco anche self che negli anni sono riusciti a crearsi un pubblico fedele e a mantenerlo. Lo scrittore deve cercare di essere attivo, partecipare agli eventi, alle iniziative con i lettori, dedicare cioè molto tempo alla promozione, e al tempo stesso non far passare più di sei mesi tra un libro e l’altro. Poi naturalmente deve mettersi nell’ottica di farlo come un lavoro vero e proprio, non soltanto come una passione a cui dedicare un paio di ore. Il passaparola è fondamentale, per questo è utile intrattenere rapporti con i lettori, ma la storia deve comunque sapersi distinguere dalle altre.


15) Ora ti spetta il tuo piccolo-spazio-pubblicità autogestito: parlaci dei tuoi libri, dei tuoi progetti, di un evento in programma… insomma di quello che vuoi gridare al mondo là fuori. 
Grazie mille. Per quanto mi riguarda ho pubblicato una trilogia fantasy (di cui sto ultimando il terzo) i cui libri fanno parte della serie “Gli Elementali”, una duologia romantica che tratta anche temi attuali come l’omosessualità e l’emarginazione (i cui titoli sono “In volo con te” e “Questo viaggio è per sempre”), il romantic suspense “Io ti libererò”, il racconto gratuito natalizio “Un amore coi fiocchi”. Mi piace molto partecipare alle antologie con altri autori, uno dei miei ultimi racconti ad esempio si trova all’interno di quella pubblicata dal SEU, “Maledetta primavera”, e a breve ne uscirà una a scopo benefico per un canile.

I progetti in cantiere sono molti, soprattutto romanzi rosa che ho iniziato e devo terminare. Ho in previsione di scrivere altri romantic suspense e ho da parte un paio di fantasy autoconclusivi che saranno più brevi rispetto alla trilogia. Credo che punterò maggiormente sui romanzi autoconclusivi e cercherò di sperimentare qualcosa di nuovo, ma sicuramente non rinuncerò all’aspetto romantico.

Se volete visitare la mia pagina fb la trovate qui: https://www.facebook.com/JessicaMaccariolibri/



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