mercoledì 24 agosto 2016

Recensioni in 10 righe: "Portami tante rose" di Tenera Valse



Confesso che ho letto questo libro perché anch'io sono una prof part-time e anch'io più di una volta alla settimana decido che basta, nella scuola non si può più lavorare, me ne vado. L'autrice (ex prof di latino) pare l'abbia fatto davvero, di andarsene; la cosa particolare è che a lei è venuto in mente di sostituire la cattedra con un "atelier", dove ora esercita con qualche soddisfazione il mestiere più antico del mondo. Professione che a me, in effetti, pare ancora più strampalata e stressante della precedente, ma de gustibus... E poi: trattasi veramente di vita vissuta o di una balla letteraria per incuriosire i lettori italiani scarsi e svogliati? Ma veniamo al libro: è una raccolta di episodi esperienze ricordi riflessioni, tutti abbastanza pruriginosi, il cui senso collettivo un po' mi sfugge. Ogni tanto l'autrice vorrebbe convincerci che, mentre l'insegnamento rende ipocriti e infelici (e su questo posso anche, almeno in parte, concordare), la prostituzione permette di esprimere liberamente la propria personalità: ma questa interpretazione non mi pare si sposi tanto coi fatti raccontati, né con quel certo residuo di professoressità che emerge spesso nell'autrice, e che pretende di farci la morale. Probabilmente non sono abbastanza professoressa, né abbastanza benpensante: questo libro non mi ha scandalizzato, e perciò non mi ha lasciato molto. In compenso il più recente romanzo di Tenera Valse, "Anatomia della ragazza zoo", è bellissimo. Leggetevi quello.


Voto Quasi *** (perché comunque l'autrice sa scrivere)

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