venerdì 5 agosto 2016

Ma l'emergente come fa? Interviste a soci SEU: Max Penna

Ecco la quarta intervista della serie dedicata agli "emergenti": oggi parla di sé Max Penna.

1) Ciao Max. Vuoi presentarti (come autore e come essere umano) ai lettori del blog?
Ciao a tutti. Sono Max Penna, autore del romanzo di fantascienza "La Cospirazione degli Involuti". In realtà Max Penna è uno pseudonimo che ho voluto utilizzare perché volevo che il mio romanzo non fosse acquistato, come succede spesso per gli autoprodotti, da parenti ed amici. Così mi sono nascosto dietro un falso nome e non ho detto niente a nessuno. Volevo che il romanzo venisse letto solo da coloro che realmente fossero colpiti dalla sinossi o dal titolo, e magari leggere recensioni di persone sicuramente libere di esprimere qualsiasi giudizio negativo, senza paura di ferirmi. Così è stato. La maggior parte dei miei lettori non mi conosce ed ho subito ricevuto due recensioni molto positive da due lettori che hanno apprezzato il romanzo elogiandolo e questo per me vale molto, perché so che sono giudizi veri.

2) Quando hai cominciato a scrivere? E quando hai pubblicato il primo testo?
Ho cominciato a scrivere quando avevo 15 anni, ma inizialmente non romanzi, piuttosto concetti, valutazioni, ipotesi, elucubrazioni varie. Sono sempre stato più un filosofo che uno scrittore. Poi, qualche anno fa, ho deciso di prendere tutti i miei pensieri e tutto il frutto dei miei studi per raccontare una nuova storia, con lo scopo di spingere ipotetici lettori ad aprire la loro mente. Questo è stato il motivo che mi ha spinto a scrivere un romanzo: spostare lo sguardo ormai troppo abituato a vedere in una sola direzione; sconvolgere i pensieri ormai fermi nella memoria per stimolare la nascita di nuovi elementi. Con qualcuno, a quanto pare, ci sono riuscito.

3) Cosa ti spinge a scrivere, quali sono le tue motivazioni più profonde?
Sono spinto dal desiderio di aiutare il mondo a diventare migliore, e tutto parte dal basso, dalle singole persone. Non dico cosa è giusto o cosa è sbagliato. Non è così che funziona. Piuttosto provo a spingere il lettore a non farsi ingannare dai postulati che si crea e gli vengono creati dai genitori, dalla scuola, dalle religioni e dalla società stessa durante la sua crescita. Identificare "cosa è" da "cosa pensiamo che sia", o da "cosa ci è stato detto che è", già di per se è un passo fondamentale per costruire la propria indipendenza intellettuale, ed è il primo passo che poi porta al rispetto degli altri. Riconoscere gli inganni del nostro cervello è fondamentale.

4) Perché hai deciso di pubblicare?
Beh, se voglio arrivare al pubblico e fare la mia piccola parte per cercare di migliorare il mondo, devo necessariamente pubblicare! Anche se questo, sopratutto nel mio caso, vuol dire mettersi un po' a nudo.

5) Hai pubblicato con una casa editrice o con il self-publishing?
Self Publishing. Non ho impiegato molto a capire che era la mia strada. Almeno per ora.

6) Perché hai fatto questa scelta?
Perché voglio il pieno controllo della mia opera, ed essendo molto pratico al computer, mi viene facile gestire tutto. Penso comunque che il futuro vada verso il self, unico modo per avere anche prodotti diversi dalle solite pubblicazioni che non si distaccano mai molto dalle "regole del mercato".

7) Sei stato soddisfatto dei risultati, continuerai così o intendi in futuro prendere una strada diversa?
Sono soddisfatto delle recensioni, e degli apprezzamenti ricevuti. Non sono molto soddisfatto dei numeri. Purtroppo è difficile farsi conoscere, ma questo lo avevo messo in conto. Sulla pagina Facebook del romanzo ci sono molti fan che non mi conoscono e questo mi fa piacere. Mi ha meravigliato molto anche l'essere apprezzato da lettori stranieri. Da poco è diventato fan della mia pagina un lettore del Cairo e mi sono chiesto come ha fatto a conoscere il mio libro. Mi ha fatto molto piacere. Mi ha anche inviato messaggi privati consigliandomi altri romanzi interessanti.

8) Cosa dovrebbe dare un buon libro ai suoi lettori?
Io ho sempre cercato libri che mi lasciassero qualcosa. Una nuova idea, un nuovo sogno, un nuovo modo di vedere le cose, una sempre più grande capacità di capire il prossimo, la società, le relazioni sentimentali. Io penso che se un romanzo lascia anche un piccolo segno, allora è un romanzo valido. Altrimenti va bene come puro intrattenimento.

9) Come mai, secondo te, in Italia ci sono pochi lettori?
Bella domanda. Noi siamo la patria di grandi pensatori e dovremmo aver ereditato qualcosa dal passato. Ma forse la colpa è anche dell'appiattimento generale dei romanzi attuali. In qualsiasi caso, in una società dove si è sempre di corsa e si lavora continuamente per sopravvivere, c'è poco spazio per l'intelletto.

10) Cosa si potrebbe fare, secondo te, per motivare gli italiani che non leggono?
Innanzitutto iniziare a pubblicare romanzi che non siano scritti solo per incassare denaro. Poi bisognerebbe ristrutturare la nostra società fondata sul materialismo e competizione, riaprendo i cuori verso l'arte ed il piacere di vivere.

11) A cosa serve oggi, secondo te, la narrativa?
Oggigiorno, penso che la narrativa serva solo per intrattenere.

12) Cos’è, secondo te, il “successo” per uno scrittore?
Dipende dal motivo per cui uno scrittore decide di scrivere. Penso che per la maggior parte degli scrittori famosi "successo" sia equivalente a "prestigio" ed eventualmente "soldi". Per me, "successo" vuol dire riuscire a risvegliare nel lettore anche solo un pensiero diverso, che lo smuova dal suo solito modo di vedere il mondo che lo circonda.

13) Cosa dovrebbe fare, secondo te, uno scrittore che non riuscisse a raggiungere questo tipo di “successo”?
Nulla. L'affermazione personale è qualcosa di egoistico, e solitamente ne ha bisogno chi non ha completa stima di se stesso. In questo caso io consiglierei di lavorare su se stessi per conoscersi meglio e per accettarsi con i propri pregi e difetti. Non sempre "successo" equivale a "valore" ed "onestà intellettuale". Il giudizio "esterno" è la risposta del prossimo che risponde ai suoi schemi mentali ed alle sue credenze. Non è mai univoco ed invariabile, perché dipende dai pensieri del momento e dalla società in cui si vive. Molti sono gli scrittori che vengono conosciuti e valorizzati solo postumi. Cercare il successo è un arma a doppio taglio. Meglio lasciare che le critiche, negative e positive, viaggino liberamente, cercando di cogliere solo le parti costruttive, utili per conoscersi meglio e migliorarsi sia come scrittore che come anima.

14) Quali sono gli ostacoli più seri che un autore deve affrontare sulla via dell’affermazione personale?
Non saprei. Io non scrivo per affermarmi. Scrivo per dare qualcosa di mio ai lettori. Sono contento se ottengo stima da coloro che leggono il libro.

15) Ora ti spetta il tuo piccolo-spazio-pubblicità autogestito: parlaci dei tuoi libri, dei tuoi progetti, di un evento in programma… insomma di quello che vuoi gridare al mondo là fuori.
"La Cospirazione degli Involuti" è il mio primo romanzo. Si tratta di fantascienza, anche se come categoria è un po' riduttiva considerando che abbraccia varie tematiche. Sicuramente piacerà agli appassionati di viaggi nel tempo, che in questo romanzo sono possibili grazie ad una macchina che genera tunnel spazio-temporali Einstein-Rosen, ma anche a coloro che sognano un mondo più etico, fondato sui sentimenti e sulla libertà. Piacerà ai filosofi, che amano riflettere su varie tematiche della vita e delle religioni. C'è chi è stato colpito dalla storia d'amore del protagonista, che, in realtà è solo di supporto alla storia, ma le conseguenze dei conflitti temporali che non consentono al protagonista di vivere il suo amore con serenità, tocca gli animi particolarmente sensibili. Di elementi ce ne sono molti, ed ho ricevuto commenti e recensioni che si focalizzavano su punti sempre diversi, secondo gli interessi e le caratteristiche del lettore. E' un romanzo che inizia e finisce, e sicuramente il finale non è scontato, ma lascia le porte aperte per un seguito, che probabilmente in futuro, quando sarà concluso nella mia mente, inizierò a scrivere. Non fraintendetemi, non è assolutamente una storia a puntate. Si può dire che si conclude in modo ... beh, non posso dirlo per non rovinare la sorpresa, ma vi assicuro che si conclude ed il titolo dell'ultimo capitolo non è assolutamente casuale. La copertina del libro cambierà nella nuova edizione e sarà il lavoro di un'artista che mi ha molto colpito con alcune sue illustrazioni. Quella attuale, accogliendo le critiche dei lettori che mi hanno comunicato il loro pensiero in merito, non è molto esplicativa, e non consente di comprendere le tematiche principali del romanzo, anche se non sono sicuramente semplici da rappresentare con una illustrazione. Per quanto riguarda il futuro, sto concludendo il mio secondo romanzo che sarà molto diverso da questo, ma nasce con lo stesso scopo: stimolare pensieri nuovi, che possano toccare il cuore e la mente. Il titolo probabilmente sarà "Dimensioni Coincidenti" e spero di riuscire a finirlo il prima possibile, perché è in lavorazione da molto tempo ma il lavoro, quello che mi consente di mangiare, non mi lascia molto spazio per scrivere, purtroppo. "La Cospirazione degli Involuti" e probabilmente anche i prossimi romanzi, saranno a tutte le fiere più importanti d'Italia dove parteciperò insieme all'associazione di cui faccio parte "Scrittori Emergenti Uniti".
Non mi rimane che ringraziare coloro che hanno dedicato il loro tempo alla lettura di questa intervista.

Il link al mio sito è: www.maxpenna.com

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