mercoledì 27 luglio 2016

Ma l'emergente come fa? Interviste a soci SEU: Monica Schianchi




Continuiamo con le interviste agli autori dell'associazione SEU. Oggi risponde alle mie domande Monica Schianchi.

1) Ciao Monica. Vuoi presentarti (come autore e come essere umano) ai lettori del blog?

Ciao e grazie per lo spazio che mi stai concedendo. Ho quasi 22 anni e sono nata a La Spezia, dove mi sono diplomata al Liceo Classico. Al momento studio Lettere Antiche a Torino, sono prossima alla Laurea. Sono sempre stata una grande lettrice e una studiosa compulsiva, anche se al momento il tempo da dedicare alla lettura è poco. Adoro i gatti e trascorrere il tempo libero con il mio ragazzo e infinite maratone di serie TV. Leggo quasi ogni genere, ma il mio preferito è il romanzo storico; uno degli autori che preferisco è Andrea Frediani, ma sono anche una grandissima fan di Harry Potter.

2) Quando hai cominciato a scrivere? E quando hai pubblicato il primo testo? 

Più o meno quando ho iniziato a leggere, il mio primo libriccino l’ho scritto a 8 anni, ne ho una memoria molto vivida. Il mio primo romanzo l’ho invece scritto a 13 anni, ma col tempo ho apportato delle modifiche fino alla pubblicazione, che è avvenuta l’ultimo anno delle superiori. Non ne vado molto fiera, ho pubblicato con il Gruppo Albatros credendo che fosse una CE seria, che valutasse i romanzi e che pagare fosse normale: adesso so che non è così. 

3) Cosa ti spinge a scrivere, quali sono le tue motivazioni più segrete? 

Ho sempre pensato di voler lasciare una traccia di me, di voler essere ricordata alla greca, nella memoria. È assolutamente un pensiero supponente, ma non essendo neanche maggiorenne sognare in grande è normale. Al momento attuale scrivo perché è quello che voglio fare dal più profondo dell’anima, è l’unica certezza che ho nella vita, a parte il mio ragazzo. Scrivo. Scriverò. 

4) Perché hai deciso di pubblicare? 

Ritengo che scrivere senza pubblicare sia un vero peccato. A meno che non si tratti di un diario segreto, si scrive per farsi leggere e per ottenere un parere, per condividere ciò che si pensa e suscitare un’emozione. Lasciare ciò che si scrive nel cassetto per me è uno spreco, a meno che non lo si faccia con lo scopo di rivederlo e sistemarlo meglio per pubblicarlo in futuro. 

5) Hai pubblicato con una casa editrice o con il self-publishing? 

La prima esperienza è stata con una casa editrice a pagamento a cui ho già accennato e che ovviamente non consiglio. In ogni caso adesso ho provato il selfpublishing, in particolare su Amazon. 

6) Perché hai fatto questa scelta?

Credo che il self sia la scelta. Nel senso che secondo me è molto meglio autopubblicarsi, a meno che non si possa pubblicare con case editrici molto grosse. Credo che il ruolo di una c.e. sia davvero sopravvalutato: non è sempre una garanzia di qualità, anzi a volte nel self ci sono dei lavori migliori, le royalty sono più alte e almeno si sa bene a cosa si va incontro e si può fare marcia indietro quando si vuole. 

7) Sei stato soddisfatto dei risultati, continuerai così o intendi in futuro prendere una strada diversa?

Piuttosto soddisfatta, al momento penso resterò nel self, perché mi trovo davvero molto bene, però non è escluso che in futuro provi di nuovo con una casa editrice, ancora non lo so. 

8) Cosa dovrebbe dare un buon libro ai suoi lettori?

Uhm, bella domanda, soprattutto perché credo che la concezione di “buon libro” sia soggettiva, in ogni caso posso considerare buono un libro che lasci un insegnamento o veicoli un messaggio tangibile, che scuota o faccia riflettere. 

9) Come mai, secondo te, in Italia ci sono pochi lettori?

Leggere da tante persone non viene considerato uno svago, anche perché a volte da piccoli viene imposto. Non so davvero capire per quale motivo l’hobby della lettura non sia troppo diffuso, dal momento che lo trovo bellissimo. Potremmo parlare dell’intelligenza dell’italiano medio, ma credo che questo esuli dallo scopo di questa nostra conversazione. 

10) Cosa si potrebbe fare, secondo te, per motivare gli italiani che non leggono?

Non ricordo più chi ha detto che una persona a cui non piace leggere non ha semplicemente trovato il libro giusto. Sono d’accordo. Credo che noi lettori non dovremmo aspettarci che tutti leggano il nostro stesso quantitativo di libri, ma non sarebbe male se leggessero almeno un po’, in modo consono ai loro gusti. 

11) A cosa serve oggi, secondo te, la narrativa?

Diciamo che i libri che vanno per la maggiore hanno uno scopo quasi esclusivamente legato all’intrattenimento. I grandi classici vengono letti da un numero limitato di lettori, e io credo che noi scrittori dobbiamo adeguarci. D’altronde anche un libro di intrattenimento può comunque veicolare un messaggio o un’idea. 

12) Cos’è, secondo te, il “successo” per uno scrittore?

È davvero difficile rispondere, credo che nel corso della mia vita cambierò idea molte volte e anche adesso ne ho una molto fumosa. Quando ero più piccola ero convinta che pubblicare fosse l’ostacolo maggiore, superato quello il successo sarebbe stato automatico. Ora so che mi sbagliavo. Il successo dovrebbe essere un lettore che ci scrive che gli siamo entrati dentro, ma purtroppo credo che anche questo sia per tutti una magra consolazione, dopo un po’. Quando succede è una soddisfazione bellissima, ma credo che in realtà tutti sogniamo di trovare il nostro libro in libreria, di essere riconosciuti come succede a Jessica Fletcher, di fare presentazioni per le quali non dover pregare i parenti di venire. Per me ora il successo è quello, ma poi basterà? 

13) Quali sono gli ostacoli più seri che un autore deve affrontare sulla via dell’affermazione personale?

Gli ostacoli da affrontare sono mille, il primo è mettersi in discussione. Accettare le critiche negative e farne tesoro, con la consapevolezza che non si è dio. Altri ostacoli sono la frustrazione nel vedere che in libreria le schifezze di Barbara D’Urso vendono più di quanto tu possa sognare. Oppure nel vedere che centinaia di persone hanno letto il tuo libro (KDP è anche questo), ma nessuno capisce l’importanza di lasciare il proprio parere. Altra cosa è il fatto che magari veniamo meno a quello che siamo o vorremmo essere, adeguandoci seppur di mala voglia a certe cose o adattando il nostro stile di scrittura o la trama ai gusti del pubblico. Sono compromessi probabilmente necessari, però non oso pensare a quelli che devono accettare, per esempio, gli scrittori che vedono i loro libri diventare trasposizioni cinematografiche (anche se per me sarebbe comunque un bel sogno). 

14) Cosa dovrebbe fare, secondo te, uno scrittore che non riuscisse a raggiungere questo tipo di “successo”?

Continuare a fare quello che fa, se lo fa stare bene, ovviamente magari con un altro lavoro, sennò difficilmente potrà mangiare. Arrivare al tipo di successo che desidero io, al momento è praticamente impossibile. Credo che nella vita bisogna accontentarsi: per me il successo è un bel sogno, ma sono anche cinica e tale resto. Bisogna convincersi che il successo sono le parole gentili di chi legge il nostro libro e lo apprezza. Sorridere e andare avanti. 

15) Ora ti spetta il tuo piccolo-spazio-pubblicità autogestito: parlaci dei tuoi libri, dei tuoi progetti, di un evento in programma… insomma di quello che vuoi gridare al mondo là fuori.

I miei libri attualmente editi sono Il Potere dell’Amore, un paranormal romance dai tratti adolescenziali, e due romance/erotici che costituiscono una duologia: Incontri in maschera e La propria strada. Presentano il primo un PDV femminile e il secondo uno maschile, ma le storie sono indipendenti l’una dall'altra e autoconclusive. In entrambe si verifica una sorta di rinascita per il protagonista, una crescita interiore che in Incontri in maschera porta finalmente a “privare della maschera” e aprire il proprio cuore (forse) e ne La propria strada a trovare un sogno, un modo per realizzarsi nella vita. 
Ho moltissimi progetti e zero tempo causa università. Al momento mi dedicherò, penso, ad un romanzo psicologico/drammatico, in realtà non so bene in che genere inserirlo. Ma è solo uno dei tanti, purtroppo per la mia mente iperattiva e le mie giornate troppo corte. 
Uhm cosa voglio urlare al mondo? Amate e parlate, parlate tanto e di tutto, è l’unico modo per capire e capirsi.
Questo è il link alla pagina Amazon in cui ci sono tutti I miei libri: http://amzn.to/2ateTrZ

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