lunedì 23 maggio 2016

Recensioni in 10 righe: "La ragazza n. 9" di Tami Hoag


Un romanzo che definirei "professionale": un thriller costruito discretamente, che non ti fa venire crisi isteriche per lungaggini, incoerenze, orrori di stile o di lingua. Anche se ho trovato un terapeuta che diventa più volte "terapista", e proprio bello non fa. Però però però... veramente non se ne può più di:
1) detective divorziati o single, alle prese coi loro sensi di colpa nei confronti della famiglia o delle donne perdute o mai avute;
2) serial killer che di professione fanno i serial killer e non ci deve interessare, a noi lettori, perché e percome lo sono diventati;
3) familiari violenti e pedofili, che è vero che le cose purtroppo talvolta vanno così nella realtà, però almeno nei romanzi fateci sognare ogni tanto con un bell'omicidio dal movente originale e imprevisto.
Invece a pagina tre troviamo già tutti gli elementi ormai abusati di cui sopra e viene davvero voglia di buttare via il libro, che tanto sappiamo già dove andremo a parare. 

Voto: **

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