lunedì 11 aprile 2016

Recensioni in 10 righe: “2084. La fine del mondo” di Boualem Sansal



Ero molto incuriosita da questo romanzo che promette di ispirarsi a “1984” di Orwell e di restituircene una versione attualizzata, nel contesto dei problemi legati al terrorismo dell’ISIS. Così appena è uscita l’edizione italiana me ne sono procurata una copia e ho cominciato la lettura, con una serie di timori e di aspettative. In sostanza i timori riguardavano la possibile (probabile?) strumentalizzazione politica di un romanzo di così immediata attualità; le aspettative tuttavia, di matrice filosofico-letteraria (cosa avrà ripreso e cosa avrà rivisto Boualem Sansal del mondo orwelliano? Come avrà immaginato il totalitarismo di domani?), facevano da contrappeso ed equilibravano i timori. Dopo un inizio forse lento, ma con un suo fascino nelle descrizioni di una società completamente sottomessa da un regime religioso totalizzante (di ispirazione chiaramente islamica), la macchina narrativa si inceppa, e l’unica reazione che riesce a suscitare è la noia. Ripetizioni, mancanza quasi assoluta di parti dialogiche, apparenti o reali incoerenze, e infine, nella parte centrale e finale, una specie di sciatteria anche nella forma, come se si trattasse più del riassunto di un’opera ancora da scrivere e rivedere che di un romanzo pronto per la pubblicazione. Confesso di aver finito la lettura per un autoimposto senso del dovere più che per interesse. Anche l’idea di Orwell è stata ripresa in modo pedissequo e, francamente, non so cosa mi rimane di questa lettura.


Voto: *

2 commenti:

  1. Lo sto leggendo proprio in questi giorni e mi sono messa a cercare recensioni proprio per capire se sono l'unica che si sta avviando verso una cocente delusione. In realtà, pare proprio di no... :(

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  2. Già, Simo, per me è stata una lettura da dimenticare e ho sentito anche parecchi altri pareri negativi.

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