domenica 13 marzo 2016

Recensioni in 10 righe: "Quando eravamo foglie nel vento" di Anne Korkeakivi



"Illumina la scena letteraria internazionale di una nuova luce", "E' l'esordio dell'anno": ecco, a leggere queste cose sulla copertina di un libro Garzanti uno tende a farsi delle illusioni. In verità questo romanzo è gradevole, pur mancando (volontariamente) di pathos. Si tratta di una giornata nella vita di Clare, che vive a Parigi ed è moglie di un diplomatico, giornata in cui ne capitano di tutti i colori, in cui vengono infrante tutte le difese ipocrite sotto le quali, negli anni, la donna ha assemblato la sua immagine di moglie-madre apparentemente perfetta. Però, troppo abituata a dissimulare e negare emozioni e sentimenti, anche di fronte a eventi che avrebbero gettato nel panico chiunque, Clare si limita a osservare e a emettere riflessioni e flash back con un distacco abbastanza inverosimile, e addirittura a organizzare, nel frattempo, una cena elegante per favorire la carriera del marito. Insomma, succede di tutto, almeno potenzialmente, ma è come se non succedesse nulla. Se, malgrado questo, non viene voglia di scagliare il libro contro il muro, è perché la situazione porta a un certo grado di immedesimazione anche la lettrice più refrattaria, purché abbia superato la quarantina: dite pure di no, ma tutte noi crescendo abbiamo lasciato per strada qualche relazione tempestosa, tutte abbiamo avuto da giovani una pericolosa (per noi e per gli altri) tendenza a fare castronerie. Sono cose che si superano, nella migliore delle ipotesi, e tuttavia un po' si rimpiangono. Delicato, ma niente di più.

Voto ** e mezzo.

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