mercoledì 25 marzo 2015

Recensioni in 10 righe: Tutta un'altra vita di Lionel Shriver





Premetto che "Dobbiamo parlare di Kevin" sta su un altro pianeta, anche rispetto a quest' altro romanzo di Lionel Shriver: ma per me "Dobbiamo parlare di Kevin" è un capolavoro assoluto, quindi non se ne possono pretendere troppi, dallo stesso autore. Dobbiamo parlare di "Tutta un'altra vita", dunque. Un uomo lavora e si lascia umiliare per anni e anni solo per risparmiare e realizzare il sogno di evadere in un paese lontano, dove ritrovare un po' di autenticità e serena felicità. Quando finalmente decide che è ora di lasciare tutto e partire davvero, con la famiglia oppure solo, sua moglie gli comunica che ha il cancro. Bisognerà mettere da parte il viaggio e immergersi in tutta un'altra vita, che seguiremo come una via crucis. Malgrado la durezza dei temi e il realismo senza scampo, Shriver cerca di salvare qualcosa delle vite dei suoi personaggi e, a fatica, ci riesce. Ci sarebbe riuscita anche senza il finale surreale e inverosimile, la parte che mi è piaciuta meno del libro (anche se confesso che arrivata a quel punto sentivo la necessità di respirare un po', e forse la sentiva anche la scrittrice: mi sono spiegata così la brusca virata prima della fine). In sostanza è un bel libro, ma cercate di leggerlo quando siete sani e pieni di energie, voi e i vostri cari, e quando l'idea che possano arrivare tempi peggiori è ancora molto lontana e molto indeterminata. 

Voto *** e mezzo

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