mercoledì 25 marzo 2015

8 aprile 2105: Serata Letteraria a cura dell'Associazione LiberoLibro con "Guida a Milano invisibile"

Mercoledì 8 aprile, alle ore 17.30 ad Arese (MI),
presso la Libreria Dietro l'Angolo, Piazza 11 settembre, 10
Serata Letteraria con Gianni Gardon, Carla Pirovano 
e il mio "Guida a Milano invisibile"

Recensioni in 10 righe: Tutta un'altra vita di Lionel Shriver





Premetto che "Dobbiamo parlare di Kevin" sta su un altro pianeta, anche rispetto a quest' altro romanzo di Lionel Shriver: ma per me "Dobbiamo parlare di Kevin" è un capolavoro assoluto, quindi non se ne possono pretendere troppi, dallo stesso autore. Dobbiamo parlare di "Tutta un'altra vita", dunque. Un uomo lavora e si lascia umiliare per anni e anni solo per risparmiare e realizzare il sogno di evadere in un paese lontano, dove ritrovare un po' di autenticità e serena felicità. Quando finalmente decide che è ora di lasciare tutto e partire davvero, con la famiglia oppure solo, sua moglie gli comunica che ha il cancro. Bisognerà mettere da parte il viaggio e immergersi in tutta un'altra vita, che seguiremo come una via crucis. Malgrado la durezza dei temi e il realismo senza scampo, Shriver cerca di salvare qualcosa delle vite dei suoi personaggi e, a fatica, ci riesce. Ci sarebbe riuscita anche senza il finale surreale e inverosimile, la parte che mi è piaciuta meno del libro (anche se confesso che arrivata a quel punto sentivo la necessità di respirare un po', e forse la sentiva anche la scrittrice: mi sono spiegata così la brusca virata prima della fine). In sostanza è un bel libro, ma cercate di leggerlo quando siete sani e pieni di energie, voi e i vostri cari, e quando l'idea che possano arrivare tempi peggiori è ancora molto lontana e molto indeterminata. 

Voto *** e mezzo

mercoledì 18 marzo 2015

Di panini al salame e bambini (oddioddioddiomio) "sintetici"



Ma voi-voi preferireste avere origine da una madre surrogata, da una o più provette depravate, da un panino al salame, da tre o più genitori di vario genere e forma OPPURE non esserci proprio, al mondo, non esserci mai stati? Perché l'alternativa reale è quella, per i bambini (oddiomio) "sintetici". Non esserci. Punto. 
Ora io personalmente preferirei essere figlia di una coppia di papere implumi, di un'orgia di capperi e olive all'ascolana, di un panzerotto single, di una sveltina tra un opossum gay e una faraona, di una relazione adulterina tra un macinino da caffè e un gessetto blu, di una pompa di benzina e di un'elefante anoressico, di un corvo albino e di una balena spiaggiata. Ma essere qui, viva e vegeta, a rompervi i coglioni. Pensateci, prima di riempirvi la bocca con ciò che è giusto e ciò che è sbagliato nella vita e sulla pelle degli altri, bambini (oddioddiomio) "sintetici" compresi.