lunedì 22 settembre 2014

Lepiùstraneinterviste: Vera D'Atri


Ciao. Cominciamo con una domanda facile facile, tanto per rompere il ghiaccio: ma tu chi sei, veramente? 

-Sono malgrado tutto la prima persona che mi viene in mente.

Raccontaci un tuo autentico trauma infantile in non più di 350 battute. E senza metterti a piangere.

-Assaporavo una pesca “spaccarella”. Ero malata, febbre alta e fuori un mese caldissimo di giugno. La stanza era vuota. Mia madre in cucina, mia sorella nel parchetto. Dalla pesca esce una forcinella nera che mi sfiora le labbra. Qui tutto si fa nero. Io grido. Qualunque insetto oggi mi dà la stessa sensazione. I traumi restano traumi.

La cosa più cretina che hai fatto per amore (di una persona, di un ideale, di te stessa)? 

-La cosa più cretina che ho fatto e che continuo a fare è credere di non farcela.

Descrivici l’uomo dei tuoi sogni, quello, per capirci,  con cui, se lo incontrassi davvero, non avresti mai il coraggio di attaccare bottone. 

-Eppure l’ho inseguito. Altro che bottone, ci siamo sposati.

Sei scrittrice. Qual è la tua opera preferita, quella che nel segreto del tuo cuore vorresti tutti leggessero per potersi innamorare di te? 

-La mia opera preferita ... qui si spalanca il dubbio. Forse una piccola poesia che inizia così: Non riuscivo a spegnere..

Sei scrittrice, ma anche donna di mondo. Qual è la cosa più fetente che hai scritto, e magari pure pubblicato? Quella per cui ancora ti sputi in un occhio tutte le mattine, guardandoti allo specchio? Se ti vergogni troppo puoi dire anche: “Nessuna”, tanto non ci crediamo nemmeno se giuri. 

-Quanto a cose fetenti non mancano ma anche qui l’individuazione è ardua. Posso far riferimento comunque ad un vecchio testo sulla rivoluzione napoletana del 1799. Testo che se ricordo bene era pieno di retorica e cose approssimate. Non è stato pubblicato. Per fortuna.

Oltre a fare la scrittrice, fai anche qualcosa di utile nella vita? Non è sufficiente rispondere “sì”, devi anche dire cosa e avere le prove. 

-Non faccio nulla di utile nella vita se non quella di amare la vita. L’età non me lo permette più.

Come spiegheresti la poesia a un bambino? (C'è bisogno di spiegargliela?)

-Secondo me si dovrebbe dire ad un bambino che la poesia è quel modo di scrivere con cui
  si riescono a scrivere e a dire le cose che non si sanno.

Ma non finisce qui. Sei di destra, di sinistra, di centro, vendi il tuo voto a chi ti fa un favore, sei superiore a queste cose? E soprattutto perché? 

-Sono un tantino a sinistra della sinistra. Perché la politica deve occuparsi dei deboli. Gli altri non ne hanno bisogno.

Adesso finalmente puoi dire quello che vuoi: recitare una tua poesia, parlare delle tue opere, promuovere l’ultima pubblicazione, informarci dei prossimi eventi, uscite, presentazioni, spettacoli. 

-Qualche giorno fa ho letto alcuni testi per la manifestazione "Sott’’e bombe". Napoli ricordava i bombardamenti del 43 in uno dei rifugi sotterranei in origine acquedotto greco. Domenica 28 settembre sarò sempre con miei testi all’ evento "Libri di terra libri di mare" a Pozzuoli. Nessuna uscita è prevista a breve. Scrivo molto ma poi non seguo un percorso ordinato. Vivo nello sparpagliamento completo.

Però due dei tuoi libri vorrei ricordarli io. Eccoli:

Lo trovate qui

Trovate "Una data segnata per partire" qui
Grazie Vera e buona fortuna!

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