martedì 16 settembre 2014

Lepiùstraneinterviste: Stefano Pastor

Buongiorno, carissimi. Come promesso, ecco la nuovissima, fiammante intervista a Stefano Pastor. Vi prego di notare uno strano fenomeno, ai confini del paranormale: a domande assolutamente stupide i miei ospiti riescono a dare risposte dignitose e divertenti. Lode a loro, e cominciamo.


1) Ciao. Cominciamo con una domanda facile facile, tanto per rompere il ghiaccio: ma tu chi sei, veramente?

Una lumaca, sempre chiusa nel suo guscio. Una chiocciola piuttosto incasinata in cui è facile perdersi, ma dotata di connessione internet, in modo da fingermi reale. Non è il massimo visto che vorrei impormi in un settore dove tutto sembra essersi ridotto alla presenza fisica.

2) Raccontaci un tuo autentico trauma infantile in non più di 350 battute. E senza metterti a piangere.

Tantissimo tempo fa ho cercato di salvare un gattino che alcuni miei compagni volevano annegare. Per farlo ho chiesto aiuto a ragazzi più grandi. L’hanno salvato ma poi hanno detto che ormai era spacciato. A me sembrava che stesse benissimo, solo un po’ bagnato, ma loro mi hanno convinto che andava soppresso, per umanità. L’hanno gettato nel fiume, ma il gattino, bello vispo, è riuscito a salvarsi salendo su uno scoglio. Allora hanno deciso di finirlo a sassate e l’hanno lapidato. A quel tempo ero piccolissimo, sette o otto anni, e ne sono rimasto sconvolto. È l’unico ricordo personale che ho inserito in uno dei miei libri, ma lì il gattino l’ho salvato.

3) La cosa più cretina che hai fatto per amore (di una persona, di un ideale, di te stesso)?

Cambiare il finale di un mio libro, perché il protagonista aveva fatto una brutta fine. Mi dispiaceva tantissimo, mi ero troppo affezionato, così ho buttato via il finale (tra l’altro perfettissimo) e l’ho riscritto ex-novo (così così) regalandogli il lieto fine. Non dico il nome del personaggio e neppure del libro, ma è stata proprio una cretinata.

4) Descrivici la donna dei tuoi sogni, quella, per capirci,  con cui, se la incontrassi davvero, non avresti mai il coraggio di attaccare bottone.

C’è lei, soltanto lei, da tantissimo tempo. Dal lontanissimo 1988 domina i miei sogni. L’unica, strabiliante, sensuale, inimitabile Jessica Rabbit! Eh? Dici che è un cartone animato e non una persona in carne e ossa? Nessuno è perfetto, basta sapersi accontentare. E a me Jessica basterebbe. Ha un marito, dici? In salmì con contorno di patatine potrebbe andare bene?
   
5) Sei scrittore. Qual è la tua opera preferita, quella che nel segreto del tuo cuore vorresti tutti leggessero per potersi innamorare di te?

Quella che ho appena pubblicato, “La mia favola”. Non so se sia la migliore che ho scritto, anche se un tempo ne ero convinto, però è quella a cui mi sento più legato. Per questo l’ho scelta per inaugurare la mia nuova vita.

6) Sei scrittore, ma anche uomo di mondo. Qual è la cosa più fetente che hai scritto, e magari pure pubblicato? Quella per cui ancora ti sputi in un occhio tutte le mattine, guardandoti allo specchio? Se ti vergogni troppo puoi dire anche: “Nessuna”, tanto non ci crediamo nemmeno se giuri.

Tralasciando i racconti, in cui ho partorito qualche abominio, ci sono alcuni romanzi di cui non vado troppo fiero. Nulla di irreparabile, ho intenzione di riscriverli, ma nella forma attuale non li pubblicherei mai. Tra quelli pubblicati il più imperfetto è “Morte”. Al momento è fuori catalogo e intendo sottoporlo a una ferrea revisione prima di riproporlo di nuovo.

7) Oltre a fare lo scrittore, fai anche qualcosa di utile nella vita? Non è sufficiente rispondere “sì”, devi anche dire cosa e avere le prove.

No. Non più. Utile proprio no. Non faccio neppure lo scrittore. Sono dell’idea che anche scrivere sia una professione, quindi possa considerarsi scrittore solo chi vive del proprio lavoro. Io non ci campo, proprio no.

8) Domandona a sorpresa personalizzata: 
L'immaginario infantile è la chiave di molti tuoi romanzi, anche se i tuoi sono bambini quasi sempre soli, assennati, più adulti degli adulti. Da cosa nasce questa tua "ossessione" letteraria per l'infanzia e perchè la coltivi tanto assiduamente?

È la domanda più difficile a cui rispondere, non è facile auto-psicanalizzarmi. Posso dire che l'infanzia è stato il momento più bello della mia vita, il più avventuroso, nonostante tutto. Col passare degli anni ne sento sempre più la mancanza. I miei bambini sono assennati, si comportano da adulti, ma anch'io alla loro età credevo di essere maturo e cercavo di comportarmi come tale. Più che un'ossessione direi che si tratta di stile, ho scoperto che i libri vengono meglio usando personaggi giovani, e mi diverto pure di più.

9) Ma non finisce qui. Sei di destra, di sinistra, di centro, vendi il tuo voto a chi ti fa un favore, sei superiore a queste cose? 
E soprattutto perché?

Sono una banderuola, facilmente influenzabile. Negli anni ho creduto veramente che questa o quella forma politica potessero fare qualcosa di buono. Mi hanno deluso tutte. Ora non riesco più a entusiasmarmi. Non dico che sono diventato anarchico, ma ci sono molto vicino. In ogni caso non mi vendo, anche se faccio la figura dell’idiota. Poi dipende tutto dalla cifra… forse finora non mi hanno mai valutato abbastanza.

10) Adesso finalmente puoi dire quello che vuoi: recitare una tua poesia, parlare delle tue opere, promuovere l’ultima pubblicazione, informarci dei prossimi eventi, uscite, presentazioni, spettacoli.

Giacché sono costretto… col primo di settembre la mia vita è cambiata. Ho tentato qualcosa di nuovo, pionieristico. Sono diventato un autore indipendente. Mi produco e mi vendo da solo, su Amazon. Dici che lo fanno tutti e non c’è niente di nuovo? Forse, però io ho deciso di farlo con metodo. Ho creato una collana, ILLUSION, in cui pubblicherò un romanzo al mese. Il primo di ogni mese, puntuale, sarà in vendita un nuovo romanzo, sia in cartaceo che in ebook. “La mia favola”, un thriller-horror, è stato il primo, “Freaks”, un fantasy-horror, uscirà in ottobre. Quanto andrò avanti? Chissà, spero per molto tempo. Dici che è impossibile scrivere un libro al mese? Ma io i libri li ho già, sono anni che li accumulo e ormai ho perso la speranza di vederli pubblicati in vita. I tempi dell’editoria sono troppo lenti e io non riesco ad adattarmi. Devo dire che è una bella sfida occuparmi di tutto quanto, dalla copertina all’impaginazione, i vari formati, le revisioni. Non sono solo, ma è comunque impegnativo. I risultati? Quelli si vedranno solo col tempo, quando la collana crescerà, e si spera anche le vendite. In questo non ho fretta, sono convinto che le mie storie possano essere una lettura piacevole per molti e prima o poi riusciranno a crearsi un pubblico fedele.

Uhm, questa nuova serie mi incuriosisce molto, la seguirò senz'altro. Per ora ecco le copertine e il link alla pagina fb dedicata a Illusion.

lo trovate qui

In uscita a ottobre

 Grazie Stefano, buona fortuna e a presto!

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