venerdì 26 settembre 2014

Ho visto cose... (guida essenziale per timidi, sedicenti scrittori)






Per me l’anno (deformazione professionale) comincia a settembre. Quindi anche sul blog questo è il momento delle novità. Quest’anno saranno due o tre, ma oggi vorrei cominciare a introdurvi la prima serie di articoli che troverete, nei prossimi mesi, qui su Dentro il cerchio: riguarderanno la mia (piccola, piccolissima) esperienza nel tragico mondo dell’editoria.
E’ da qualche tempo che, tra me e me, cerco di fare il punto della situazione. Ho cominciato a scrivere “pubblicamente” alla fine del 2010 e mi ritrovo, dopo quattro anni, con alcune raccolte di racconti e di poesie pubblicate, molte antologie, qualche premio, testi vari sparsi sul web e su qualche rivista. Bilancio positivo o negativo? Non so. Per alcuni aspetti non dovrei lamentarmi: sono riuscita a pubblicare, sempre rigorosamente con case editrici NO EAP, ho avuto qualche buona recensione, qualche lettore che non ha rimpianto il tempo che mi ha dedicato. Epperò…
Però sono comunque abbastanza sconcertata da quello che ho visto e sperimentato in questo mondo imprevedibile degli autori “emergenti”, dei premi letterari, degli editori piccoli medi e grandi, degli editor, dei siti, dei blog, dei recensori. Ed è di questo che vi parlerò, tra il serio e il faceto.
So che quello che racconterò non servirà a dissuadere nessun aspirante scrittore dalle sue ambizioni, né saranno consigli pratici (detesto i consigli, anche quando sono saggi): mi limiterò a descrivere le tragicomiche avventure che ci aspettano quando ci addentriamo, con l’entusiasmo e l’ingenuità dei neofiti, in questo ambiente.

Quando ho deciso di far uscire le mie cose dalla rassicurante polvere del cassetto, la mia idea era di cominciare in sordina, sperimentare, imparare, conoscere e farmi conoscere usando anche il web e la rete, non chiedere mai favori a nessuno, e vedere dove sarei andata a parare. Per mia natura io sto sempre scomodamente in mezzo: tra i ruspanti e gli intellettuali, tra i semplici e gli snob. Forse dovrei imparare a collocarmi, a prendere posizioni meno sfumate e meno complicate. Tuttavia credo che gli scrittori (o gli aspiranti, i sedicenti tali), buoni e cattivi, scrivano per i lettori, quei pochi che ancora ci sono. Quindi in mezzo ai lettori volevo formarmi e stare, senza filtri. Ho cominciato in punta di piedi, con umiltà, facendo degli errori, cercando di divertirmi e di imparare (a scrivere meglio, a muovermi nell’ambiente). Gli esiti? Ve li racconterò. Poi, se ci sarete, proverò insieme a voi a trarre qualche conclusione e qualche ipotesi di lavoro per il futuro.

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