lunedì 7 aprile 2014

Lepiùstraneinterviste: Roberto Bommarito

Sono in ritardo, lo so, e chiedo scusa. Ecco finalmente la stranaintervista di Roberto Bommarito: buona lettura e buon lunedì!


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           Ciao. Cominciamo con una domanda facile facile, tanto per rompere il ghiaccio: ma tu
           chi sei, veramente?

Sono dieci minuti che fisso lo schermo e ancora non riesco a trovare la risposta. Sento l'orologio ticchettare e onestamente è inquietante.

Raccontaci un tuo autentico trauma infantile in non più di 350 battute. E senza metterti a piangere.

Quando fui rapito dagli alieni, l'astronave urtò la slitta di Babbo Natale. Fu un trauma scoprire che Babbo Natale, se non altro fino a quel momento, era esistito davvero.

La cosa più cretina che hai fatto per amore (di una persona, di un ideale, di te stesso)?

Dimenticarmi che non ero l'unico sceneggiatore della mia vita, facendomi carico di errori che non erano i miei. Che forse non erano di nessuno. Ma, anche quando tutto va a rotoli definitivamente, c'è sempre un impeto di ribellione che persiste. Credo che l'arte, inclusa la scrittura, sia il compromesso fra ciò che desideriamo davvero e ciò che la vita ci nega. È una consolazione e al contempo una rivincita. È appunto quell'impeto ribelle. Non vi aspettavate una risposta così seria, vero? Fregati!


Descrivici l’uomo o la donna dei tuoi sogni, quello/a, per capirci, con cui, se lo/la incontrassi davvero, non avresti mai il coraggio di attaccare bottone.

La donna che ha in sé meraviglia. In che senso? Quello lo so solo io. A volte mi piace fare l'antipatico.

Sei scrittore. Qual è la tua opera preferita, quella che nel segreto del tuo cuore vorresti tutti leggessero per potersi innamorare di te?

Se una donna dovesse innamorarsi di me attraverso un'opera letteraria, vorrei che lo facesse leggendo le parole scritte da me. Solo così potrebbe vedere chi sono veramente. (Anche se questa risposta ci rimanda poi inevitabilmente alla domanda numero 1, creando un cerchio interminabile. Quindi fate finta di non averla letta e passate pure alla 6.)

Sei scrittore, ma anche uomo di mondo. Qual è la cosa più fetente che hai scritto, e magari pure pubblicato? Quella per cui ancora ti sputi in un occhio tutte le mattine, guardandoti allo specchio? Se ti vergogni troppo puoi dire anche: “Nessuna”, tanto non ci crediamo nemmeno se giuri.

Sarei tentato di rispondere: “Tutte”. Forse questa è un'esagerazione, però è vero che sono assai critico di ciò che scrivo. Scrivere è un modo di definire chi siamo. Non essere soddisfatti di ciò che si scrive significa non esserlo di se stessi. Fortunatamente, col tempo sto imparando ad apprezzare i piccoli successi che raccolgo per strada, mettendo da parte l'autocritica, se non altro la domenica pomeriggio.


Oltre a fare lo scrittore, fai anche qualcosa di utile nella vita? Non è sufficiente rispondere “sì”, devi anche dire cosa e avere le prove.

Di utile? No, nulla.

Dicci una cosa, almeno una, che ti sembra di aver capito della vita o degli esseri umani e che stai cercando di comunicare ai tuoi lettori attraverso quello che scrivi.

Credo che la vita, o quello che alcuni chiamano destino oppure anche Dio, sia una direzione. Che noi stessi lo siamo. È una risposta un po' criptica, lo so. Ma quando scrivo sono in cerca appunto di quella direzione lì.

Non finisce qui, la stranaintervista. Vogliamo sapere se sei di destra, di sinistra, di centro, se vendi il tuo voto a chi ti fa un favore, o sei superiore a queste cose.
E soprattutto perché.

Non riconosco la mia visione di vita riflessa in nessun movimento politico, né presente né tanto meno passato. Mi piace proprio fare l'antipatico, eh sì. Ve l'avevo detto.

Adesso finalmente puoi dire quello che vuoi: recitare una tua poesia, parlare delle tue opere, promuovere l’ultima pubblicazione, informarci dei prossimi eventi, uscite, presentazioni, spettacoli.

Nel 2014 vedrà la luce la mia prima graphic novel edita da Electric Sheep Comics, l'emergente gruppo artistico che sta riscontrando un successo travolgente, in collaborazione con Edizioni Il Foglio. Avrò l'onore di vedere due miei fumetti brevi pubblicati sulle riviste di rilievo Terre di Confine e la neonata - ma già importante - Cronache di Un Sole Lontano, il magazine dei mostri sacri della fantascienza italiana Sandro Pergameno e Tiziano Cremonini. Due miei racconti brevi saranno poi pubblicati da La Mela Avvelenata dell'inarrestabile Alexia Bianchini. Sono anche felice di aver intensificato alcune collaborazioni come quella che mi vede organizzatore, insieme a Maurizio Bertino, del concorso mensile Minuti Contati di Nero Cafè. Ci sono anche altri progetti in cantiere che, per volere degli editori, non posso purtroppo ancora comunicare. Inoltre sto lavorando sul mio primo romanzo e, credetemi, non è affatto una passeggiata. Ma sono tutti progetti in cui credo profondamente. Vorrei anche cogliere l'occasione per ringraziare i lettori, gli editori, i colleghi e gli amici che credono in me, dandomi l'opportunità di esprimermi e di raggiungerli con le mie storie, così come te, Tina, per avermi ospitato qui. 

            Grazie a te Roberto e buona fortuna!



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