lunedì 24 marzo 2014

Recensioni in 10 righe: “Inutile Tentare Imprigionare Sogni” di Cristiano Cavina





Negli sceneggiati tv, le scuole sono posti belli, luminosi e pieni di speranza, gli studenti sono tutti belli, intelligenti e ben vestiti, i professori belli, gentili e rispettati. Credo che gli sceneggiati li facciano così per due motivi: il primo è certamente rassicurare le mamme sul luogo dove mandano i figli a passare metà della loro giornata; il secondo, penso, è che gli sceneggiatori, ormai vecchi, le scuole veramente se le ricordano in questo modo. Non perché ai loro tempi le cose andassero meglio, dalle parti della Pubblica Istruzione, ma perché si sa, il tempo depura le memorie da tutto il materiale sgradevole che pure, nella vita vera, ci dobbiamo sciroppare. Nel romanzo di Cavina invece ho ritrovato la malinconia un po’ maleodorante, l’asfissia della scuola reale, lo spaesamento di alunni e professori, che il più delle volte vorrebbero comunicare sul senso della vita, ma (per questioni di programma e di timidezza) finiscono per perdere tempo attorno ai laboratori vintage o alle modernissime LIM. Qui siamo all’ITIS, non al liceo degli sceneggiati. Consigliato.


CRISTIANO CAVINA, Inutile Tentare Imprigionare Sogni, Marcos Y Marcos, 2013, 215 p., brossura, euro 16,00.
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