giovedì 13 marzo 2014

Lepiùstraneinterviste: Marzia Musneci



Questa settimana stranintervistiamo la bravissima Marzia Musneci, che passa, con magnifica disinvoltura e con ottimi risultati, dal giallo alla poesia. 


Trovate i suoi libri anche qui

Ecco la sua biografia:

Mariagrazia “ Marzia “ Musneci nasce a Roma.
Ha lavorato come attrice e autrice di testi nati da improvvisazione. Fra una scrittura e l’altra ha fatto molti lavori e si è goduta fino in fondo la boheme.
Vive ai Castelli Romani.
Ha pubblicato Nessuno al suo posto (ed. La Riflessione di Davide Zedda, 2008), il primo giallo con Matteo Montesi.
Il racconto Le buone intenzioni è stato selezionato nel concorso NeroSardegna, ed è presente nella raccolta “Made in Sardinia” ed. CUEC, 2009.
Accanto all’attività di giallista, scrive haiku, pubblicati nelle raccolte Ma non la luna ( ed. Albalibri, 2009), Questo filo di voce (Albalibri, 2011),  E i piedi nell’acqua (Marco del Bucchia editore, 2012).
Nel 2011 il suo romanzo Doppia indagine vince il Premio Alberto Tedeschi, ed esce nei Gialli Mondadori nel mese di dicembre.
Ad aprile 2012 pubblica il racconto Amanda sul numero zero della rivista online Speechless, e il racconto Rifiuti solidi urbani sull’antologia Evviva quasi tutto, curata da Ruben Viola, Scrittori Per Sempre.
Diversi suoi haiku sono inseriti nella raccolta Hanami – Inverno, Ottobre 2012 e  Hanami – Autunno, Ottobre 2013 (Edizioni della Sera)
Mary a novembre, racconto pubblicato nella raccolta Giallo24, Gialli Mondadori, Gennaio 2013
Lune di sangue è il terzo romanzo con Matteo Montesi, uscito nei Gialli Mondadori nel febbraio 2013.
Haiku dell’alba, racconto, pubblicato nel n. 35 della Writers Magazine Italia, Delos.
Nel 2013 si è classificata prima nel concorso internazionale di haiku indetto da Cascina Macondo. L’haiku è pubblicato nella raccolta “E a tirar sera”, Giovane Holden edizioni, novembre 2013.
Oh oh oh in “365 racconti di Natale”, Delos books, Novembre 2013.

Ed ecco la sua stranaintervista.

       Ciao. Cominciamo con una domanda facile facile, tanto per rompere il ghiaccio: ma tu chi sei, veramente?
Una persona con molte passioni. Scrittura, lettura, cinema, musica, ballo, cibo, buon vino, amici, viaggi. Che fatica. “Rinuncia a qualcosa”, direbbe qualcuno. Naaa. Non esiste una passione senza l’altra. Senza, forse, non esisto neanche io.
        Raccontaci un tuo autentico trauma infantile in non più di 350 battute. E senza metterti a piangere.
Ho imparato a camminare col girello. Un giorno mia madre lascia aperta la porta di casa mentre arriva papà. Esco, lo vedo in fondo alla rampa, gli volo incontro. Con tutto il girello. Be’ più che altro mi ribalto tante volte da fare secco uno stuntman. Trauma fisico e psicologico: quel dannato girello non mi doveva tradire. Non piango. Veramente, ancora rido.
         La cosa più cretina che hai fatto per amore (di una persona, di un ideale, di te stessa)?
Mi sono laccata le unghie. Io odio le unghie laccate.
          Descrivici l’uomo o la donna dei tuoi sogni, quello/a, per capirci,  con cui, se lo/la incontrassi davvero, non 
     avresti mai il coraggio di attaccare bottone. 
Scherzi?  A uno intelligente e spiritoso attacco tanti di quei  bottoni da farci una divisa da ussaro. Gli faccio anche l’orlo ai pantaloni. Poi sono fatti suoi. Coi bottoni e con l’orlo. Con l’ago in mano sono una frana.
        Sei scrittrice. Qual è la tua opera preferita, quella che nel segreto del tuo cuore vorresti tutti leggessero per potersi innamorare di te?
Una delle mie poesie metasemantiche. Perché lì gioco con le parole e rido. Mi piacerebbe che qualcuno ridesse con me, invece di pensare “a questa serve uno bravo”.
           Sei scrittrice, ma anche donna di mondo. Qual è la cosa più fetente che hai scritto, e magari pure pubblicato?
     Quella per cui ancora ti sputi in un occhio tutte le mattine, guardandoti allo specchio? Se ti vergogni troppo puoi dire anche: “Nessuna”, tanto non ci crediamo nemmeno se giuri.
Nessuna. Giuro.  

Oltre a fare la scrittrice, fai anche qualcosa di utile nella vita? Non è sufficiente rispondere “sì”, devi anche   dire cosa e avere le prove.
Mi prendo cura di tutti i gatti che passano per il mio giardino. Bestie forastiche, che mangiano, bevono e dormono senza ripagare neanche con una coccola. Se vuoi le prove ti sommergo con le  foto dei mangiacrocchi a tradimento. È utile?
          Sei di destra, di sinistra, di centro, vendi il tuo voto a chi ti fa un favore, sei superiore a queste cose?
     E soprattutto perché?
Ultimamente ho perso un po’ l’orientamento, ma mi piace il posto del cuore. Non chiedo favori se non agli amici di lunga data e sentimento saldo, non vendo voti perché ne ho uno solo a botta e guai a chi me lo tocca. Non sono superiore. Diciamo che sono a fianco di quelli che la pensano così.
         Adesso finalmente puoi dire quello che vuoi: recitare una tua poesia, parlare delle tue opere, promuovere
     l’ultima pubblicazione, informarci dei prossimi eventi, uscite, presentazioni, spettacoli.
Ok, l’hai voluto tu:
Barumini barumini
Su ciuppillu va a butrini
Va a butrini meu sa ciuppa
Che gli affizza sa sgaluppa

Sa sgaluppa è chiani chiani
Cuccumeru a su bidiani
Su bidiani cuccumau
Su ciuppillu va a mamau.

Sopravvissuta alla metafilastrocca campidanese, che i sardi mi perdonino? Allora, programmi: revisionare un romanzo e mandarlo all’agente; completare il quarto romanzo giallo con Montesi, che è un mese che dico che sto a metà; revisionare un racconto di 80.000 battute; scrivere tre haiku per un concorso e dieci per una selezione; preparare la lettura ad alta voce di  Doppia indagine, integrale; vedere American Hustle, Nebraska, La grande bellezza che me lo sono perso e adesso pare che lo vada a vedere solo perché sta in cinquina per gli Oscar, che rabbia; e poi Lunch box, Il capitale umano, Disconnect, Molière in bicicletta, e poi… be’, poi vediamo; ricominciare a ballare la salsa, vedere se è proprio impossibile riuscire a ficcarci un salto a New York, e poi… mh. Dovrò chiedere a un mangiacrocchi a tradimento se mi presta una delle sue nove vite. Chi troppo e chi niente, ingordi.
 Ciao, grazie Marzia e buona fortuna!


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