lunedì 3 febbraio 2014

Sergio Donato, "Mia moglie ha una merceria"


Questa settimana è nostro graditissimo ospite Sergio Donato, che ci regala, per iniziare bene la settimana,  l'incipit di "Mia moglie ha una merceria". Il racconto è tratto dalla raccolta "È qui che dobbiamo stare", edita in versione digitale da WePub. 




 Mia moglie ha una merceria


Appena usciti, Maria si aggrappò al braccio di Leonardo camminando a testa bassa. Percorsero il marciapiede lentamente.

Lui ascoltava i passi strascicati della moglie sul catrame bagnato.

«Dici che pioverà ancora?» chiese Maria.

Leonardo sentì una o due gocce battere sulla giacca impermeabile.

«Dovevamo portarci l’ombrello» rispose.

Camminarono ancora per qualche metro. Non ci furono altre gocce. Forse erano state portate dal vento. Le nubi in cielo avevano solo due tonalità di grigio.

«Magari in macchina...» Maria rallentò.

«Ma se è a due passi! Se non vuoi andarci non ci andiamo».

«Sì, che devo. Ho il negozio».

Leonardo annuì e adattò la propria andatura a quella della moglie. All’altezza della siepe della villetta dei Tassinari, Susy abbaiò loro contro due volte. Invisibile dietro i rami, si sentivano solo le zampe sulla terra bagnata e gli scricchiolii delle foglie calpestate. Li accompagnò fino all’angolo.

Attraversarono la strada sulle strisce pedonali. Dall’altra parte c’erano più persone, camminavano in fila perché il marciapiede su quel lato era stretto. Leonardo riconobbe più indietro Alberto e la moglie e li salutò con la mano. Alberto gli rispose con un mezzo sorriso e affrettò il passo per raggiungerli. Barbara serrò la mascella.

Maria tirò il braccio del marito ma continuò a tenerlo stretto.

«Non mi va di parlargli».

Leonardo si fermò ad aspettare la coppia. Gli sfilavano intorno facce mai viste.

«E non gli parlare, allora».

«Non saprei che dire».

«Non dire. Non devi mica dire per forza».

Susy abbaiò alle loro spalle. Stava arrivando altra gente.

«Guarda che però lui domani in panetteria parlerà» continuò Leonardo guardando avanti.

«Chi te lo dice?»

«Vedrai se non venderà più pane...»

«Una merceria non è una panetteria» soffiò Maria.

«Venendo da Mascarino, il tuo è il primo negozio. Quelli che vengono da lì, vedrai se non si fermeranno prima da te».

«Non ci credo».

«Senti, vuoi tornare indietro? Torniamo, se vuoi».

Sua moglie guardò a terra.

«Ho il negozio» disse.

Leonardo annuì, aspettò Alberto e gli strinse la mano. Fece un cenno a Barbara.

«È terribile».

«Sì». Alberto raggrinzì il mento poi guardò la moglie.

«È successo stanotte, hanno detto. Intendo, uccisa. Lo capiscono subito» disse lei.

Leonardo pensò che Barbara avrebbe usato la stessa frase l’indomani in panetteria, dietro il bancone. Poi l’avrebbe potuta cambiare giorno dopo giorno. La notte scorsa, due notti fa...

«Chi te l’ha detto?»

«Una giornalista, in panetteria. Stamattina».

«Sono già arrivati?»

«Quelli sentono l’odore, e non del pane, non so se mi spiego» fece Barbara.

«Già, è una cosa orribile» convenne Alberto.

«Già. È proprio uno schifo, non è vero?» Leonardo guardò Maria. Lei annuì appena.[...]

Se avete voglia di proseguire la lettura, che vi consiglio, trovate la raccolta qui:
http://www.wepub.it/catalogo/-qui-che-dobbiamo-stare
e nelle principali librerie online.

Volete sapere qualcosa di più dell'autore? Ecco cosa si dice di lui:
Sergio Donato, 1975. Pugliese in culla, emiliano con la barba. La narrativa breve lo ha reso protagonista in numerose riviste e pubblicazioni, tra le quali "Robot", "Wmi", "Fantascienza.com", "Horror Magazine" e "Thriller Magazine" per Delos Books. "Urania" e "Classici del Giallo" per Mondadori. Ha pubblicato la raccolta "È qui che dobbiamo stare" per i tipi di WePub.
Ha vinto il Premio Nero Short, il Premio Nero Lab 2011, il Premio Algernon Blackwood 2011 ed è stato finalista dell'edizione 2012; finalista anche al premio Stella Doppia 2012. Ha fatto parte della giuria del Premio Gran Giallo Cattolica XL 2013.

Il suo blog è: http://sergio-donato.blogspot.it/

Ancora curiosi? Tornate domani e troverete la sua piùstranaintervista...


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