lunedì 24 febbraio 2014

"Nebbia" di Maria Grazia Di Biagio



Nebbia

A volte provvede la nebbia
a mettere in chiaro le cose
Assorbe vuoti abitati da sempre
ne incolla i suoni alle ringhiere

L’iride impotente brancola nel bianco
annaspa – annusa assenze –
Hai forse smarrito qualcosa
in corsa – può essere

Bruciano vedute d’interni alberati
pitture  a fresco  di memoria
Tralci di avventate elisioni
omissioni innocenti e colpe.


La foto è di Fosca Massucco


Maria Grazia Di Biagio è nata a Teramo. Laureata in lingue e letterature straniere (Tedesco – Inglese) all'Università G. D'Annunzio di Pescara, dove attualmente vive e lavora, ha contribuito con la sua Tesi sul Dialetto Vallese di Rimella”, alla stesura di un vocabolario a salvaguardia dei dialetti Walser in Piemonte. Una sua silloge poetica dal titolo “Blue Songs” è stata semifinalista al Concorso “Ilmioesordio” della Feltrinelli e si è classificata al 3° posto nella I Edizione del Concorso Nazionale “Il lancio della penna” di Bari. Nel 2012 vince la II edizione del Dieci Lune festival dell'Autore 2012 a Napoli con la silloge poetica “Nella disarmonia dell'inatteso”, in seguito pubblicata dalla Casa Editrice Bel-Ami, organizzatrice del Premio. Suoi testi sono presenti in diverse  antologie fra cui  “Una poesia nel cassetto”-Flanerì 2011  e “La donna nascosta” – Lieto Colle 2013. Cura in rete un blog personale di poesia e collabora con la rivista internazionale Contemporary Literary Horizon.

2 commenti:

  1. "Malgrado la nebbia" la visione è nitida , la naturalezza del verso e dell'immagine è costitutiva di questo bel testo votato anche a farsi opzione gnoseologica per andare oltre il vissuto , oltre le apparenze.
    Complimenti a Maria Grazia
    leopoldo attolico -

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  2. Grazie, Leopoldo, per queste considerazioni giustissime. Ho inteso la nebbia come condizione di solitudine estrema, un'esperienza che privando del contatto sensoriale con il mondo esterno, induce a a una maggiore vicinanza con il sé, a un ripensamento spesso doloroso del proprio vissuto, di quello che resta di esso.

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