lunedì 10 febbraio 2014

"Incroci pericolosi" di Daniele Picciuti

Questa settimana con noi c'è Daniele Picciuti, che ci regala il suo racconto "Incroci pericolosi". (Pericolosissimi direi. Ricordatevi di tenere le mani a posto.)

Buona lettura e buona settimana!





Incroci pericolosi

«Sei sicuro che è di qua?»
Aldo scruta attraverso gli strati di nebbia come un falco strabico.
«Certo, ci sono stato altre volte».
La ragazza si passa una mano dietro la testa e riassetta la cascata di capelli neri, lasciandola scivolare tra le dita e il collo, fin sopra la scollatura.
Aldo fatica a non inchiodare gli occhi nell’incavo tra i seni. Giù, nelle parti basse, i suoi ormoni stanno issando la sua mascolinità come schiavi egizi frustati a sangue.
«Altre volte?»
Aldo la guarda di sottecchi. Le gambe, lì vicino al cambio, si allargano leggermente, mettendo in tensione la minigonna.
L’auto procede nella bruma come un animale ferito, brancolando verso il nulla.
Poi, a un tratto appare. Il bivio. Da una parte la statale, dall’altra un cartello con su scritto “Terrazza degli innamorati”.
«Ci siamo!»
«Dimmi, quali altre volte ci saresti venuto?» Isabella torna all’attacco, con quel suo tono insinuante.
«Beh, non sei certo la mia prima ragazza» ribatte Aldo, con un ghigno insolente, mentre fa manovra sull’erba, accostandosi tra due alberi. Con il bel tempo, il panorama sulla città da lì è magnifico, peccato non ne possano godere stasera. Con disinvoltura fruga sotto il sedile, alla ricerca di ciò che renderà quella serata speciale.
«Ah no?»
Il tono gelido di lei lo sorprende, ma non basta a fermare la sua mano. Fa scattare il serramanico e punta la lama dritto alla gola della ragazza.
«No!» quasi grida Aldo, infervorato.
Isabella lancia un urlo, poi si immobilizza. Negli occhi, un nero profondo fatto di emozioni insondabili.
«Che vuoi fare?»
«Ho sempre desiderato possedere una donna con la forza» le confida, facendo scivolare la lama tra i seni e poi giù, verso la gonna. Lei non fiata e Aldo imprime forza al coltello, penetrando nella stoffa con facilità, poi un colpo secco, a strappare tutto.
Le due gambe sono nude adesso, in mezzo dà sfoggio di sé un tanga rosso.
«Anche tu non avevi buone intenzioni, vedo» mormora lui, eccitato.
Isabella annuisce leggermente. Fa scorrere le dita sulla mano di lui, quella disarmata, quindi avvicina le dita alle sue parti intime. «Fammi godere» gli sussurra.
Aldo è spiazzato. Un sorriso sinistro si fa largo sulla sua faccia sudata. Ha voglia di sentire la carne umida di lei sotto le dita, prima di entrarle dentro con la lama. Così s’insinua nelle grandi labbra, entra in quel luogo caldo, mentre con la lama punge la pelle dell’interno coscia fino a stillare una goccia di sangue. L’eccitazione cresce. Non sa fin dove arriverà, ma ha preso in considerazione tutte le opzioni, anche ucciderla se necessario. Nessuno sa del loro incontro, Aldo è stato attento.
A un tratto un rumore come di cesoie lo scuote, per un attimo i sensi si azzerano, poi stilettate di dolore gli sferzano le dita, la mano e anche il cervello. Ritrae il braccio, urlando, ma non gli restano che due falangi intatte, il mignolo e il pollice, le altre tre sono state mozzate via e buttano sangue a più non posso.
«Ma che cazzo…» fissa Isabella inorridito, dimenticando il coltello stretto nell’altra mano. La giovane sorride, ma i suoi denti sono affilati, gli occhi gialli. E qualcosa, lì, tra le cosce, continua a stridere, come metallo su metallo.
«Lo ammetto» e il suo sorriso diviene immenso, mentre tutto si annebbia «neanche io avevo buone intenzioni». 

Piaciuto il racconto? 
Volete sapere qualcosa di più di Daniele Picciuti? Ecco qualche informazione su di lui e sulle sue opere: 


Nato a Roma nel gennaio del 1974 si appassiona all'horror grazie ai romanzi di Stephen King prima, Peter Straub e Dean R. Koontz poi, fino a scoprire uno dei fondatori del genere: H.P. Lovecraft. Finalista a molti concorsi letterari di genere, tra cui Il Sentiero dei Draghi e Short Kipple, vincitore del Premio NASF 6 (2010), terzo classificato al Premio Algernon Blackwood (2011).
Diverse anche le pubblicazioni in riviste e antologie: Nere Acque (365 racconti horror per un anno, Delos Books, 2011), Il buio è dentro di me (Uomini e spettri, Bel-Ami Edizioni, 2011), Caccia senza tempo (Rivista Altrisogni n.3, 2011), Il Viaggiatore (Fantaweb 2.0, Edizioni Della Vigna, 2012), Nella sete e nel pianto (Writers Magazine Italia n. 29, 2012), Operazione ombrello (Scimmiette di Mare Project, Nero Press Edizioni, 2013), Cantico del guerriero eterno (50 Sfumature di Science Fiction, La Mela Avvelenata, 2013).
È Presidente dell’Associazione Culturale Nero Cafè (http://nerocafe.net), co-responsabile del magazine Knife e del marchio editoriale Nero Press. È ideatore di diversi premi letterari, come Minuti Contati, Nero Lab e il Premio John W. Polidori di Letteratura Horror (per Nero Cafè).
A settembre 2011 ha pubblicato I racconti del sangue e dell'acqua (Bel-Ami Edizioni) e nell'estate 2013 è uscito Ritorno alla Mary Celeste (Dunwich Edizioni), entrambe antologie di novelle e racconti. A ottobre 2013 ha pubblicato in ebook il racconto distopico La polvere del tempo (La Mela Avvelenata). Nel 2014 sono previste nuove pubblicazioni.

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