giovedì 6 febbraio 2014

Parole: "buonumore" (avete letto giusto)

Di questi tempi già la parola "buonumore" pare una presa in giro. C'è la crisi, piove da mesi e del governo è meglio non parlare. Però una sedicente scrittrice come me ha un metodo per tirarsi su quando proprio le viene da dare la testa nel muro. Il metodo è banale: consiste nella lettura di recensioni positive di sconosciuti o di conoscenti molto alla lontana, che potevano dire quello che volevano, del mio libro, e ne hanno detto bene. Narcisismo dite? Giusto un filo, e se no che sedicente scrittrice sarei? Ma ecco le più recenti recensioni che hanno avuto effetti antidepressivi su di me: la prima a "Le cose come stanno" sul blog di Gelostellato e la seconda di Yami su QLibri a "Oltre l'incerto limite". Embè? direte voi. Mbè, per me vuol dire molto. E comunque oggi è uscito anche il sole. Che ormai non mi ricordavo più neppure com'era, la vita col sole...


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