giovedì 23 gennaio 2014

Lepiùstraneinterviste: Tina Cacciaglia

Eccoci (in ritardo di un paio di giorni, ma si sa, la vita è difficile) con la nostra prima piùstranaintervista: sentiamo quello che ci racconta di sè Tina Cacciaglia.

1)  Ciao Tina. Cominciamo con una domanda facile facile, tanto per rompere il ghiaccio: ma tu chi sei, veramente? 
 Tina: "Una persona che quando vede un problema non resiste alla voglia di trovare una soluzione, forse perché ho amato tanto giocare a scacchi e mi è rimasta la fissa del problem solving!  Ho anche una inesauribile curiosità per ogni aspetto della vita, che non finisce mai di  entusiasmarmi."
2)  Sappi che io temo moltissimo i matematici, i fisici, i musicisti e i giocatori di scacchi: attivano una zona cerebrale di cui io sono probabilmente priva, perciò li ammiro da lontano, ma non li capisco. Infatti ne ho perfino sposato uno. Comunque sarai stata bambina e irrazionale pure tu, dunque ora raccontaci un tuo autentico trauma infantile in non più di 350 battute. E senza metterti a piangere.
Tina: "Ringraziando Dio, non ho avuto traumi degni di tale nome. Forse l'esperienza più forte che ho provato è stata quando da bambina mi sono trovata in un ascensore che saliva nella roccia. Io ero piccola, forse avevo cinque o sei anni, ed ero stretta tra le gambe di numerosi adulti tanto più alti di me e con tutta quella roccia grigia che scorreva ai lati, ricordo di aver provato una forte claustrofobia."
3)  Ti capisco molto bene, a me (1.60 coi tacchi che non porto mai) queste cose capitano ancora oggi! Va beh, lasciamo stare i brutti ricordi e apriamo il capitolo "vergogne segrete e sensi di colpa". Dicci la cosa più cretina che hai fatto per amore (di una persona, di un ideale, di te stessa).
Tina: "Non sono una persona istintiva o emotiva, quindi ritengo che se ho fatto qualcosa di stupido, e certamente sarà accaduto, sarà stato per caso e senza la mia espressa volontà. Non ho mai volutamente compiuto un'azione cretina, e mai certamente per amore (odio il romanticismo e tutte le sue insulsaggini)."
4) Odi il romanticismo? Ma lo sai quante potenziali lettrici stai per perdere con questa affermazione? Ti do la possibilità di recuperarle con la seconda domanda romantica e insulsa:  descrivici l’uomo o la donna dei tuoi sogni, quello/a, per capirci, con cui, se lo/la incontrassi davvero, non avresti mai il coraggio di attaccare bottone.
Tina: "Ero una ragazzina quando mi sono fidanzata con mio marito e sono sposata ancora con lui da trenta anni. Quindi per ricordare cosa volessi mai nell'uomo dei miei sogni dovrei tornare indietro con il pensiero a un'eternità di anni fa, e ne ho oramai perso il ricordo. Se poi mai esistesse questo uomo dei sogni sarebbe impossibile che io non riuscissi ad attaccarci bottone, non esiste nessuno che riesca a inibirmi a tal punto."
5) Ecco, vedi, lo sapevo che eri una pericolosa! Ora lasciamo stare la vita privata.  Sei scrittrice. Qual è la tua opera preferita, quella che nel segreto del tuo cuore vorresti tutti leggessero per potersi innamorare di te?
Tina: "Far innamorare di me, non mi interessa. Far innamorare i lettori del mio modo di narrare un mondo che non esiste più, sì. C'è un mio romanzo non ancora edito che racconta un rione di Napoli negli anni  '60, vorrei tanto che fosse conosciuto, perché è la dolce narrazione di un'epoca in bianco e nero, come era la televisione di tanti anni fa."
6) Spero che esca presto, questo inedito: lo leggerei volentieri. Nell'attesa, andiamo avanti con la tua piùstranaintervista. Sei scrittrice, ma anche donna di mondo. Qual è la cosa più fetente che hai scritto, e magari pure pubblicato? Quella per cui ancora ti sputi in un occhio tutte le mattine, guardandoti allo specchio? Se ti vergogni troppo puoi dire anche: “Nessuna”, tanto non ci crediamo nemmeno se giuri. 
Tina: "Scrivo da quando ero alla scuola elementare, per cui di robaccia ne ho sfornata parecchia. Ricordo che negli anni della scuola superiore scrissi un romanzo ambientato nell'antica Roma, con tanto di martiri cristiani e di leoni, sulla scia di "Quo Vadis", dove inserii tutte le storie d'amore delle mie amiche e le loro relative beghe sentimentali. Per fortuna non ho mai pensato di pubblicare nulla di tutto ciò." 
7) Beh, poteva essere interessante, invece. Ci hanno fatto fior di film e serie televisive di successo, con robaccia simile (non si vede ma sto sghignazzando). E ora dicci: oltre a fare la scrittrice, fai anche qualcosa di utile nella vita? Non è sufficiente rispondere "sì", devi anche dire cosa e avere le prove. 
Tina: "Scrivere è la mia principale attività, quella a cui dedico gran parte del mio tempo, poi ho anche un lavoro, sono conciliatrice  presso un Adr, cioè cerco di portare le parti a trovare un accordo prima che scelgano di iniziare una causa in tribunale."
8)  A questo punto è prevista una domandona a sorpresa personalizzata. Siccome sei la prima scrittrice che intervisto, ho avuto un’idea originalissima: fatti una domanda e datti una risposta.
Tina: "Domanda: Qual'è la più strana intervista che ti hanno fatto? Risposta: Questa." 
9)  Ecco, ora so come chiamerò queste interviste deliranti, grazie per il suggerimento! Ma non finisce qui. Sei di destra, di sinistra, di centro, vendi il tuo voto a chi ti fa un favore, sei superiore a queste cose?
E soprattutto perché?
Tina: "Il mio voto è segreto, e soprattutto titubante. In bilico come i nostri governi. Posso solo dire che se papa Francesco facesse un partito degli uomini onesti come è lui, sarei la prima a votarlo. Ma visto che di papa Francesco ce n'è  solo uno, non mi resta molto in cui confidare. Non venderei mai il mio voto, in Italia troppi voti sono stati comprati e venduti per un tozzo di pane, e perciò stiamo dove stiamo."
10) Hai dato una risposta diplomatica, lo sai vero? Ok, te la sei cavata bene. Adesso finalmente puoi dire quello che vuoi: recitare una tua poesia, parlare delle tue opere, promuovere l’ultima pubblicazione, informarci dei prossimi eventi, uscite, presentazioni, spettacoli.
Tina: "Vorrei, per prima cosa, ringraziarti per lo spazio che mi hai dedicato e poi ricordare che i miei libri entrambi pubblicati dalla Runa Editrice sono:
 “Il sussurro di Vico Pensiero” un noir dove una giovane sociologa  viene trovata uccisa con della saggina in gola. Una sua collega tenta di capire il perché dell'assassinio dell'amica e per farlo s'inoltrerà tra fantasmi, misteri, ossari e strani personaggi. Un viaggio negli inferi del passato e del presente napoletano.
 “La signora della Marra”, scritto con la mia coautrice Marcella Cardassi, è un romanzo storico. Nel 1283, all'indomani dei Vespri Siciliani, il re Carlo d'Angiò intentò un processo contro i suoi finanzieri incolpandoli di concussione, falso in bilancio, appropriazione indebita, e quindi di essere stati loro la causa del malcontento del popolo poi degenerato nella rivolta dei Vespri. Una donna, Chura Rufolo,  che vide il proprio marito e tutti i maschi della sua famiglia imprigionati e processati dal re Carlo d'Angiò, però osa sfidare il re."  

 Ciao, grazie Tina e buona fortuna!
Trovate i libri di Tina Cacciaglia qui: http://www.runaeditrice.it/


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