lunedì 3 dicembre 2012

Letto e apprezzato: "Il giocattolaio" di Stefano Pastor





Non leggete questo romanzo, come ho fatto incautamente io, di notte, mentre siete da soli in casa: fa paura. Non è l’horror dei vampiri e degli zombie, è l’orrore delle nostre paure più profonde: in questo caso l’autore evoca il terrore più atavico di ognuno di noi, l’abbandono. Torniamo bambini, insieme a questi personaggi che si aggirano soli, indifesi, in un non-luogo che è quello dei sogni, in questo caso degli incubi.
Gli adulti non ci sono, o sono pazzi, sadici, cattivi. L’unico adulto generoso e affettivamente presente è un disadattato, indifeso Peter Pan. E poi c’è una bambina troppo cresciuta, che è l’unica a essere consapevole del male e a difendere gli altri ragazzini. Persino il lieto fine è, a ben vedere, tutt’altro che consolatorio e rassicurante. Consigliato, assolutamente, se cercate una storia non ovvia, originale e ben scritta.

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