giovedì 21 ottobre 2010

Ritorni

La gente non sa, ma lui era partito e tornato e partito di nuovo.
La prima volta il mare respirava e nella sua casa restava una donna giovane, dai seni bianchi, a dormire in penombra. Tirava vento e portava lontano. Tanta gente al mondo, ognuno coi suoi segni sulla faccia, e le bestemmie alla fortuna. Racconti ubriachi, tesori sempre perduti, e sempre da un’altra parte. Troppe donne e troppo diverse per ricordarsele, ma c’era tempo e allegria, il vento soffiava e portava lontano.
Ogni notte, lui che non sapeva scrivere, rimasticava in solitudine poche cose da dire a quella che, sotto un’altra luna, stava dormendo nella sua casa. Non le parlava degli amori, delle sbronze, dei tesori perduti, e neppure del vento sul mare. Le ripeteva da lontano parole sempre uguali(io sto bene, il viaggio è tranquillo, il prossimo porto sarà) e dure, su cui si addormentava meno solo.
Tornò che era l’alba. La terra, come ogni volta, ondeggiava sotto i suoi passi e faceva freddo. La casa non era lontana. Bello guardarla avvicinarsi senza correre.
Poi apriva la porta e annusava l’odore tiepido che nessun altro posto al mondo aveva uguale, piacevole solo dopo un desiderio così lungo.
Lei era addormentata, pallida nel lento grigiore dell’alba, come ogni volta.
Una testa bruna le riposava vicino, giovane, dolce e immobile. C’era la stessa innocenza su due volti distinti, identici. Un sortilegio, un sogno. Più da vicino vide che respiravano insieme, addormentati sulla stessa stanchezza, nello stesso vento.
Si girò allo specchio opaco del cassettone e intravide un’ombra scura e rigida. Capì che era finito, per lui, il tempo dei ritorni.
Riprese il mare che non aveva più nessuna importanza. Della gente riconosceva le rughe, i dolori e le bugie.
Chi vede lei ridere sa che non poteva aspettare, così giovane, un uomo che da anni non torna, e avrà un’altra donna o sarà morto annegato, chissà dove.

1 commento:

  1. Non c'è niente da dire, sarebbe meglio stare zitta qui.
    Scrivo lo stesso perché questo mi ha toccato davvero e tu non lo sapresti.
    Mi dispiace non saper dire altro che "è bello" o "è brutto", santo cielo!

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