lunedì 16 ottobre 2017

Recensioni in 10 righe: "Americanah" di Chimamanda Ngozi Adichie


Ifemelu è una studentessa nigeriana che, seguendo le speranze e le inquietudini dettate dalla giovinezza e dall' intelligenza, come molti altri giovani africani emigra negli Stati Uniti, rinunciando a Obinze, il ragazzo che ama, alla famiglia e alle sue radici amate e odiate. In America scopre le umiliazioni e la disperazione di chi non ha più una patria, impara a guardare il mondo con occhi nuovi, si confronta con il razzismo e l'ipocrisia della società americana, diventa una seguitissima blogger. Ma poi decide di tornare a casa, in Nigeria: qui però è Ifemelu l' "americanah" e riprendere contatto con la realtà e con le persone della sua adolescenza non sarà facile. Un racconto diretto e delicato insieme, che riesce a farci vivere con la protagonista il dramma e la sfida di essere sempre straniera, in patria come nella dorata "terra promessa" americana; il dolore dell'estraneità e la gioia di sentirsi di nuovo a casa in un sapore, un profumo, un silenzio, un abbraccio. Interessante.

Voto *** e 1/2

venerdì 29 settembre 2017

Recensioni in 10 righe: "Amore" di Elizabeth von Arnim


Bene, anche per quest'anno ho trovato un libro che mi ha fatto innamorare. E' stato pubblicato per la prima volta nel 1925 da Elizabeth von Arnim, scrittrice a cui non avevo ancora mai prestato l'attenzione che merita. Che stra-merita, a ben vedere, per il coraggio e la feroce ironia con cui dipinge la società e la condizione femminile del primo '900, che risultano tanto pericolosamente simili a quelle contemporanee e ci costringono a farci parecchie domande imbarazzanti sul progresso, l'emancipazione e la natura umana. La vicenda è già di per sé anticonvenzionale: una vedova di quasi cinquant'anni e un ragazzo di venticinque si innamorano e, contro ogni pregiudizio, riescono perfino a essere felici. Tutta la prima parte del romanzo è leggera, esilarante spesso, e ci sbatte in faccia senza pudore alcuno tutte le ingiustizie e le catene invisibili a cui le donne dovevano (devono) sottomettersi se vogliono evitare lo stigma sociale. Ma quando sembra essere arrivato il lieto fine della commedia, comincia in modo sorprendente un'altra storia, in cui i personaggi, anche quelli più comici e grotteschi, vengono ridisegnati attraverso un diverso punto di vista, che ne fa emergere paure e debolezze umanissime, per arrivare a una conclusione per nulla consolatoria.
Un romanzo di rara intelligenza, che riesce a tenere mirabilmente insieme analisi psicologica, critica sociale, ironia e provocazione.

Voto *****

sabato 23 settembre 2017

Recensioni in 10 righe: "La donna dal taccuino rosso" di Antoine Laurain


In questo breve romanzo ci sono tutti gli ingredienti per compiacere il nostro più bieco romanticismo di fine estate: un libraio sensibile, una donna misteriosa, belle citazioni, Parigi. Lei viene scippata, lui recupera la borsetta rubata in cui scopre, tra le altre mille cose che stanno nella borsa di una donna, un taccuino rosso pieno di appunti su paure e predilezioni della sconosciuta proprietaria. La fantasia comincia a galoppare e il librario si mette in cerca della donna.
Una riedizione contemporanea dell' "amor de lohn", gradevole, con la leggerezza tenera della migliore commedia francese. Non del tutto scontata la scelta di raccontare un amore nel momento in cui, come recita la quarta di copertina, "tutto è possibile, perché tutto deve ancora cominciare".
Da leggere con la giusta disposizione d'animo e solo se resistete alla tentazione di fuggire a Parigi, prima che finisca settembre. 

Voto ***

lunedì 18 settembre 2017

Recensioni in 10 righe: "L'imperfetta" di Carmela Scotti


Catena è una ragazzina che, alla fine dell'800, in Sicilia, ha un unico amore: il padre che le insegna i misteri e i poteri della natura, delle parole e delle piante. Quando questo padre tanto amato muore, a Catena non rimane più nulla se non indifferenza, abusi e violenza, sofferenze inferte e fughe disperate, nella solitudine selvaggia dei boschi. Non c'è luce e non c'è neppure ritmo, in questa storia: una discesa agli inferi da cui non si risale, lenta e inesorabile. E' però lo stile e il modo della narrazione quello che meno mi ha convinto: sembra un lungo lamento forzatamente "lirico", che pretende, senza riuscirci, di raccontare questa vicenda durissima dal punto di vista della protagonista. Ma la protagonista, una povera ragazzina siciliana di fine '800, in questa lingua colta e lirica non si ritrova, se ne perdono del tutto le emozioni, che pure dovrebbero esserci, di fronte agli eventi traumatici di cui è vittima. L'unico sentimento manifesto e l'unico esile filo a cui può attaccarsi il lettore per coltivare un po' di empatia con Catena è il dolore per la perdita del padre, la nostalgia infinita per il solo affetto da lei sperimentato in un mondo totalmente animalesco e crudele. Imperfetto e irrisolto.

Voto **


venerdì 15 settembre 2017

Recensioni in 10 righe: "Euforia" di Lily King


Liberamente ispirato alla vita dell' antropologa Margaret Mead, questo romanzo ci racconta di un triangolo amoroso, quello tra Nell Stone, il personaggio che qui rappresenta la Mead, suo marito Fenwick Schuyler (nella realtà il suo secondo marito Reo Fortune) e un altro antropologo incontrato dalla coppia durante il soggiorno negli anni '30 tra le tribù della Nuova Guinea, Andrew Bankson (che adombra il terzo marito della Mead, Gregory Bateson). Immersi in una realtà del tutto sconosciuta, a volte incomprensibile malgrado gli sforzi e le "euforie" scientifiche che li prendono all'inizio della ricerca, quando sembra di poter capire davvero una cultura tanto distante, fino alla conseguente e inevitabile delusione, i tre finiscono per intrecciare una complessa relazione in cui si ritrovano gli stessi equilibri e le stesse asimmetrie presenti nelle società che studiano e di cui cercano di ricostruire rapporti di potere, di genere, credenze e arte. Non so quanto sia fedele la ricostruzione della vicenda biografica e soprattutto non so se venga rappresentato degnamente il lavoro di ricerca antropologica svolto dai tre, e in particolare dalla Mead, che nel romanzo è la figura dominante, anche dal punto di vista scientifico. Però ho trovato affascinante, da lettrice, la ricostruzione della solitudine, della passione e dello sconforto, la "follia" che contraddistingue la vita di questi pionieri delle ricerche sul campo. Intorno una natura decisamente esotica e non accogliente, e uomini che restano misteriosi, lontani nella loro società in cui nulla somiglia a quello che noi conosciamo e diamo per scontato. Una lettura interessante.

Voto *** e 1/2

lunedì 11 settembre 2017

Recensioni in 10 righe: "L'amore bugiardo" di Gillian Flynn


Amy e Nick vivono a New York, sono carini e innamoratissimi. Poi perdono il lavoro e devono trasferirsi in Missouri e forse non sono più tanto innamorati, né tanto carini. Finché il giorno del loro quinto anniversario Amy scompare, e le cose si complicano decisamente. Amy e Nick si alternano come narratori, e presto scopriamo che sono entrambi inaffidabili.
Un thriller intelligente, perfino ironico. A metà romanzo credi di aver già capito quello che c'era da capire e ti domandi di cosa mai si parlerà nelle molte pagine seguenti. Invece la parte più interessante del racconto comincia lì, quando tu stupido lettore pensi di aver capito tutto quello che avevi da capire. E poi ancora, quando arrivi al vero finale, ti ritrovi a fare un'altra capriola, e ti pare di vederla, l'autrice che sogghigna alle tue spalle. Insomma, un thriller che ti depista in continuazione, che ti diverte e si fa leggere: non è cosa da poco, ultimamente.

Voto *** e 1/2 

domenica 10 settembre 2017

Stanze




Questa piccola raccolta di poesie sta partecipando al Premio IlMioEsordio: potete leggere l'anteprima qui (o chiedere di leggere tutta la raccolta gratuitamente in versione digitale, se siete iscritti al sito IlMioLibro) e poi recensirla e/o supportarla.

Grazie a chi vorrà dare un'occhiata.