domenica 13 maggio 2018

Recensioni in 10 righe: "Al servizio di Adolf Hitler" di V.S. Alexander



Nel 1943 la giovane Magda Ritter trova lavoro nelle cucine di Adolf Hitler: il suo compito è assaggiare le pietanze destinate al dittatore tedesco ed evitare, eventualmente perdendo la propria vita, che il Fuhrer venga avvelenato. Magda però non è una nazista convinta e presto si trova implicata nei complotti degli ufficiali tedeschi che vorrebbero uccidere Hitler. La ricostruzione dell'ambientazione storica e dei personaggi secondari è abbastanza credibile (come può essere credibile un buon telefilm), meno verosimile la protagonista che, pur vivendo in prima persona le vicende più tragiche del Novecento, resta sempre stranamente aliena da qualsiasi reazione emotiva, impassibile. L'autore recita le emozioni di Magda, ma non le mostra: il risultato è un racconto freddo, più gelido delle SS. Tutto sommato questo romanzo non ci dice nulla più di quello che uno studente medio già sa della Seconda Guerra Mondiale. Irrilevante.

Voto: **

venerdì 11 maggio 2018

Recensioni in 10 righe: "Non dirmi che hai paura" di Giuseppe Catozzella


La storia (vera) di Samia, che vuole correre e vincere le Olimpiadi, ma perseguire questo sogno, per lei, significa rischiare tutti i giorni la vita e negare, anche a se stessa, di avere paura. Perché Samia è nata a Mogadiscio, dove si vive sotto la minaccia della guerra civile, del fondamentalismo islamico, della povertà, che ti portano via ogni giorno la libertà e le persone che ami, ma non i sogni, se riesci a conservare il coraggio e la speranza. Samia cresce e corre di notte e di nascosto negli stadi deserti. Riesce a partecipare alle Olimpiadi di Pechino e arrivare ultima è la sua più grande vittoria. Me se vuole arrivare prima alle Olimpiadi di Londra del 2012 deve fuggire, intraprendere il viaggio fatale attraverso il deserto e il Mediterraneo, l'odissea dei migranti. Giuseppe Catozzella riesce a entrare davvero nel cuore e negli occhi di Samia, a raccontarci senza patetismi la sua tragica storia, che diventa così un inno alla vita, al coraggio e alla libertà. Un libro da leggere e da far leggere ai ragazzi, un bagno di realtà, sempre più necessario per capire se stessi e gli altri, quelli che arrivano e non sappiamo chi sono.

Voto ****

mercoledì 9 maggio 2018

Recensioni in 10 righe: "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano


Gioia è una diciassettenne stramba e foresta, che i compagni prendono in giro e i genitori non capiscono (ma non se ne fanno un problema, troppo impegnati a litigare e a ricostruire la loro improbabile e immatura relazione). Una sera, andandosene in giro da sola per luoghi desolati e oggettivamente pericolosi, Gioia incontra un misterioso e perciò affascinante ragazzino, che la degna a modo suo di qualche attenzione, e questo è sufficiente perché nasca l'amore (si sa che a quell'età ormoni ed emozioni viaggiano liberi e selvaggi). Tra fughe, misteri, drammi familiari, professori stronzi e professori carismatici, la vicenda si sviluppa in modo discretamente interessante, immagino, per una sedici-diciassettenne. Lo stile è purtroppo quello un po' melenso e appiccicaticcio della letteratura per ragazze scritta da giovani professori, ma siamo comunque una spanna sopra D'Avenia, almeno per simpatia. Una cosa da bocciare: il sesso sauvage con gli sconosciuti senza precauzione alcuna (che poi le adolescenti si sa, ti prendono in parola). Una cosa da promuovere: la collezione di parole straniere con un significato intraducibile in qualsiasi altra lingua. Me ne sono segnate parecchie.

Voto: ***

venerdì 27 aprile 2018

"Un cattivo esempio" in promozione



"Un cattivo esempio" vuole stupirvi con un prezzo speciale: da oggi e fino al 3 maggio l'ebook costa solo 1,49 euro. Su kobo store.

domenica 25 marzo 2018

Recensioni in 10 righe: "Il mio paradiso è deserto" di Teresa Ciabatti


Una famiglia ricca, ricchissima e potente: il capofamiglia Attilio Bonifazi è l'Ottavo re di Roma, il re della monnezza. La figlia Marta cresce e, suo malgrado, deve smettere di essere l'amore di papà, per vederne gli intrallazzi e il vero volto, e poi cercare di dimenticarli chiudendosi in una prigione dorata, fatta di solitudine e di grasso che distrugge e protegge, che rinnega un corpo e un'identità con cui non si può fare pace. Intorno a Bonifazi e a Marta un mare di bugie e di silenzio, in famiglia e fuori. Finché parte dell'ingranaggio perfetto imprevedibilmente si inceppa, e tutta la rabbia e il dolore da sempre nascosti diventano un ordigno che deve esplodere. 
Un romanzo che ci racconta, con apprezzabile cattiveria e qualche ovvietà, il marcio di una famiglia e di una parte della società italiana, ma non regge a uno stile più minimale che "minimalista", a volte francamente sciatto. 

Voto ** e 1/2

giovedì 22 marzo 2018

Recensione in 10 righe: "La custode di mia sorella" di Jodi Picoult


Kate ha sedici anni ed è malata di leucemia. Anna è la sorella messa al mondo dai genitori per aiutarla a sopravvivere, qualsiasi cosa questo comporti: donazioni di sangue, dolorosi prelievi di midollo, impossibilità di allontanarsi e di avere una vita propria, indipendente dalle imprevedibili crisi che una malattia così feroce comporta, ma soprattutto l'incubo di non contare nulla, di essere, per tutti, solo l'ombra della sorella. Eppure Anna ama Kate, e non potrebbe vivere senza di lei. Eppure Anna ama i suoi genitori, e questi amano lei, sebbene la lotta per difendere Kate dalla malattia e dalla morte sembri occupare tutti i loro pensieri e tutte le loro energie. Eppure Anna, quando deve donare un rene a Kate, che altrimenti non potrebbe sopravvivere più a lungo, dice di no e chiede aiuto al giudice perché finalmente la sua volontà di tredicenne sia rispettata. Ma la scelta non è facile per nessuno, quando non si sa cosa è giusto e cosa è sbagliato, quando si devono pesare la vita e la morte, e i bisogni di figli diversi. Un ottimo romanzo che ci consegna ai dilemmi etici di una tragedia greca, con intelligenza e senza cedimenti (né al buonismo né al cinismo).

Voto **** e 1/2

domenica 18 febbraio 2018

Recensioni in 10 righe: "E se ti amo a te cosa importa?" di Michela Poser


Un romanzo di formazione che racconta infanzia e giovinezza di Sveva, tra amicizie che sfumano nel tempo, affetti e non affetti familiari, amori e disamori per donne che passano a volte veloci come un lampo, ma che comunque lasciano qualcosa. Alla ricerca del senso di sentimenti che scorrono, fuggono o ti rincorrono con apparente incoerenza, Sveva cresce e forse (forse) da qualche parte arriva. Ma è giovane ancora, perciò non aspettatevi scelte definitive. 
Un romanzo che ha la freschezza di un esordio non costruito a tavolino, ben scritto, con atmosfere e personaggi disegnati da chi ha, è evidente, uno sguardo da scrittrice. Qualche refuso lo abbiamo trovato, qualche fragilità pure (in una storia forse un po' troppo evanescente per i gusti del lettore medio); però è un ottimo libro d'esordio, con alcune pagine davvero belle. Consigliato.

Voto *** e 1/2