lunedì 11 dicembre 2017

Recensioni in 10 righe: "Dark places. Nei luoghi oscuri" di Gillian Flynn


Libby è una sopravvissuta: la sua famiglia è stata massacrata in circostanze non del tutto chiarite (all'epoca, negli anni '80 del secolo scorso, dilagava il terrore per il satanismo), e per il fatto è stato condannato il fratello maggiore, Ben, contro cui la stessa Libby ha testimoniato. Ma ora, ormai adulta, la protagonista ha un bisogno disperato di soldi e si fa coinvolgere suo malgrado da un gruppo di spostati, amanti del "real crime", che le fanno sorgere parecchi dubbi su ciò che lei stessa credeva di avere visto, la sera della strage. Libby così si rimette in cerca della verità, e noi lettori la seguiamo volentieri, perché il romanzo è ben scritto e ben congegnato e regge fino alla fine senza scadere nell'ovvio o nell'inverosimile. Un buon thriller psicologico, che conferma la buona opinione che mi ero fatta della Flynn con "L'amore bugiardo".

Voto: ****

domenica 26 novembre 2017

Recensioni in 10 righe: "Uccidi il padre" di Sandrone Dazieri


Un ragazzino, Dante, vive per tredici anni segregato in un silo, soggetto a terribili violenze fisiche e psicologiche che creano un legame perverso tra lui e il suo aguzzino, il "Padre".  Il ragazzo riesce infine a fuggire, ma resta profondamente segnato da quella terribile esperienza. Anni dopo scompare un altro bambino e Dante, insieme a una bella-bionda-e-a-sua-volta-traumatizzata (da un attentato che non è riuscita a sventare) detective, si convince che il Padre sia tornato in azione e decide di fermarlo, costi quel che costi. Non male la prima parte, scritta anche in modo meno convenzionale del solito. Però poi il romanzo si appiattisce e diventa il solito soggetto del solito film d'azione di quelli un po' scemi, con un intrigo tanto complicato quanto dispersivo rispetto alla parte più intrigante del plot (la dipendenza psicologica tra vittima e carnefice). Per giunta i protagonisti sono la solita coppia di scombinati ma bravi (e lei belloccia): ridateci ogni tanto un poliziotto supereroe, tanto per cambiare. Insomma. 

Voto ** e 1/2

giovedì 16 novembre 2017

Recensioni in 10 righe: "L'anno che è passato" di Amanda Reynolds


Jo è moglie di un uomo che forse è bravo (ma forse no) e madre di due figli ormai grandi e un poco scapestrati (ma forse non tanto). Nella vita fa (ma solo per qualche mese) la volontaria in un centro di assistenza-accoglienza per persone variamente disagiate, e ha due soli amici (ma sono davvero amici?). Un giorno cade dalle scale, perde i sensi e quando si risveglia non ricorda più niente dell'anno precedente in cui (pare) si sono concentrati tutti i guai e gli imbarazzi della sua vita, ma nessuno dei suoi pochi affetti pare volerla aiutare a ricostruire cosa è effettivamente successo. Prima (e fuori dalla famiglia e dal centro di assistenza) zero, nada, vuoto spinto. Piano piano, passo passo, arrivano i ricordi e le mezze confessioni che guidano Jo a ricostruire le proprie e le altrui nefandezze (ma nemmeno così tanto nefande). 
Questo romanzo fa uno strano effetto di irrealtà: i personaggi sono nebulosi, nebulosa è la vita che conducono, e non solo per effetto dell'amnesia della protagonista. Il meccanismo narrativo funziona fino a un certo punto: il lettore all'inizio è curioso, immagina una serie di cose (di norma truci) sui personaggi, ma poi si annoia abbastanza e va avanti solo per ostinazione.
Del finale preferirei non parlare. Mediocre.

Voto **

venerdì 3 novembre 2017

Recensioni in 10 righe: "Le cose cambiano" di Cathleen Schine


Eccoci qua, di nuovo a parlare di vecchiaia. Anche in questo romanzo la protagonista è un'amabile ottantenne alle prese con quello che ci riserva l'ultima parte del viaggio: piacevoli ricordi, qualche smarrimento, separazioni strazianti, familiari affettuosi e invadenti, ostinata resistenza contro l'inarrestabile decadenza della mente e del corpo, il conforto di qualche moderata stravaganza che nessuno pare volerci concedere e che ci concediamo da soli, strafottendocene. Che tanto alla fine si deve morire, in ogni caso. 
Un romanzo pieno di dolore e di ironia, di rabbia elegantemente trattenuta. Uno stile piano, piacevole da leggere. 
Consigliato a giovani e anziani, per riflettere (con leggerezza apparente) sul senso e sul non-senso della vita.

Voto ****

giovedì 26 ottobre 2017

Recensioni in 10 righe: Il cuoco di Harry Kressing


Conrad, un misterioso cuoco, arriva nel tranquillo paese di Cobb chissà da dove, si installa nelle cucine della ricca famiglia Hill e da lì, attraverso le sue ricette segretissime e irresistibili, comincia a manovrare come burattini felici i suoi datori di lavoro, i loro amici e i loro dipendenti, i concittadini, fino a che il gioco non rivela il suo vero volto.
Un romanzo davvero particolare, discretamente inquietante: una favola nera in cui le abitudini e i ruoli vengono gradualmente incrinati dal fascino oscuro del cuoco. Alla fine saranno tutti "felici e contenti", ma il lettore sarà tutt'altro che rassicurato. 
Se avete voglia di una lettura stravagante, ve lo consiglio.

Voto *** e 1/2


lunedì 16 ottobre 2017

Recensioni in 10 righe: "Americanah" di Chimamanda Ngozi Adichie


Ifemelu è una studentessa nigeriana che, seguendo le speranze e le inquietudini dettate dalla giovinezza e dall' intelligenza, come molti altri giovani africani emigra negli Stati Uniti, rinunciando a Obinze, il ragazzo che ama, alla famiglia e alle sue radici amate e odiate. In America scopre le umiliazioni e la disperazione di chi non ha più una patria, impara a guardare il mondo con occhi nuovi, si confronta con il razzismo e l'ipocrisia della società americana, diventa una seguitissima blogger. Ma poi decide di tornare a casa, in Nigeria: qui però è Ifemelu l' "americanah" e riprendere contatto con la realtà e con le persone della sua adolescenza non sarà facile. Un racconto diretto e delicato insieme, che riesce a farci vivere con la protagonista il dramma e la sfida di essere sempre straniera, in patria come nella dorata "terra promessa" americana; il dolore dell'estraneità e la gioia di sentirsi di nuovo a casa in un sapore, un profumo, un silenzio, un abbraccio. Interessante.

Voto *** e 1/2

venerdì 29 settembre 2017

Recensioni in 10 righe: "Amore" di Elizabeth von Arnim


Bene, anche per quest'anno ho trovato un libro che mi ha fatto innamorare. E' stato pubblicato per la prima volta nel 1925 da Elizabeth von Arnim, scrittrice a cui non avevo ancora mai prestato l'attenzione che merita. Che stra-merita, a ben vedere, per il coraggio e la feroce ironia con cui dipinge la società e la condizione femminile del primo '900, che risultano tanto pericolosamente simili a quelle contemporanee e ci costringono a farci parecchie domande imbarazzanti sul progresso, l'emancipazione e la natura umana. La vicenda è già di per sé anticonvenzionale: una vedova di quasi cinquant'anni e un ragazzo di venticinque si innamorano e, contro ogni pregiudizio, riescono perfino a essere felici. Tutta la prima parte del romanzo è leggera, esilarante spesso, e ci sbatte in faccia senza pudore alcuno tutte le ingiustizie e le catene invisibili a cui le donne dovevano (devono) sottomettersi se vogliono evitare lo stigma sociale. Ma quando sembra essere arrivato il lieto fine della commedia, comincia in modo sorprendente un'altra storia, in cui i personaggi, anche quelli più comici e grotteschi, vengono ridisegnati attraverso un diverso punto di vista, che ne fa emergere paure e debolezze umanissime, per arrivare a una conclusione per nulla consolatoria.
Un romanzo di rara intelligenza, che riesce a tenere mirabilmente insieme analisi psicologica, critica sociale, ironia e provocazione.

Voto *****