giovedì 16 novembre 2017

Recensioni in 10 righe: "L'anno che è passato" di Amanda Reynolds


Jo è moglie di un uomo che forse è bravo (ma forse no) e madre di due figli ormai grandi e un poco scapestrati (ma forse non tanto). Nella vita fa (ma solo per qualche mese) la volontaria in un centro di assistenza-accoglienza per persone variamente disagiate, e ha due soli amici (ma sono davvero amici?). Un giorno cade dalle scale, perde i sensi e quando si risveglia non ricorda più niente dell'anno precedente in cui (pare) si sono concentrati tutti i guai e gli imbarazzi della sua vita, ma nessuno dei suoi pochi affetti pare volerla aiutare a ricostruire cosa è effettivamente successo. Prima (e fuori dalla famiglia e dal centro di assistenza) zero, nada, vuoto spinto. Piano piano, passo passo, arrivano i ricordi e le mezze confessioni che guidano Jo a ricostruire le proprie e le altrui nefandezze (ma nemmeno così tanto nefande). 
Questo romanzo fa uno strano effetto di irrealtà: i personaggi sono nebulosi, nebulosa è la vita che conducono, e non solo per effetto dell'amnesia della protagonista. Il meccanismo narrativo funziona fino a un certo punto: il lettore all'inizio è curioso, immagina una serie di cose (di norma truci) sui personaggi, ma poi si annoia abbastanza e va avanti solo per ostinazione.
Del finale preferirei non parlare. Mediocre.

Voto **

venerdì 3 novembre 2017

Recensioni in 10 righe: "Le cose cambiano" di Cathleen Schine


Eccoci qua, di nuovo a parlare di vecchiaia. Anche in questo romanzo la protagonista è un'amabile ottantenne alle prese con quello che ci riserva l'ultima parte del viaggio: piacevoli ricordi, qualche smarrimento, separazioni strazianti, familiari affettuosi e invadenti, ostinata resistenza contro l'inarrestabile decadenza della mente e del corpo, il conforto di qualche moderata stravaganza che nessuno pare volerci concedere e che ci concediamo da soli, strafottendocene. Che tanto alla fine si deve morire, in ogni caso. 
Un romanzo pieno di dolore e di ironia, di rabbia elegantemente trattenuta. Uno stile piano, piacevole da leggere. 
Consigliato a giovani e anziani, per riflettere (con leggerezza apparente) sul senso e sul non-senso della vita.

Voto ****

giovedì 26 ottobre 2017

Recensioni in 10 righe: Il cuoco di Harry Kressing


Conrad, un misterioso cuoco, arriva nel tranquillo paese di Cobb chissà da dove, si installa nelle cucine della ricca famiglia Hill e da lì, attraverso le sue ricette segretissime e irresistibili, comincia a manovrare come burattini felici i suoi datori di lavoro, i loro amici e i loro dipendenti, i concittadini, fino a che il gioco non rivela il suo vero volto.
Un romanzo davvero particolare, discretamente inquietante: una favola nera in cui le abitudini e i ruoli vengono gradualmente incrinati dal fascino oscuro del cuoco. Alla fine saranno tutti "felici e contenti", ma il lettore sarà tutt'altro che rassicurato. 
Se avete voglia di una lettura stravagante, ve lo consiglio.

Voto *** e 1/2


lunedì 16 ottobre 2017

Recensioni in 10 righe: "Americanah" di Chimamanda Ngozi Adichie


Ifemelu è una studentessa nigeriana che, seguendo le speranze e le inquietudini dettate dalla giovinezza e dall' intelligenza, come molti altri giovani africani emigra negli Stati Uniti, rinunciando a Obinze, il ragazzo che ama, alla famiglia e alle sue radici amate e odiate. In America scopre le umiliazioni e la disperazione di chi non ha più una patria, impara a guardare il mondo con occhi nuovi, si confronta con il razzismo e l'ipocrisia della società americana, diventa una seguitissima blogger. Ma poi decide di tornare a casa, in Nigeria: qui però è Ifemelu l' "americanah" e riprendere contatto con la realtà e con le persone della sua adolescenza non sarà facile. Un racconto diretto e delicato insieme, che riesce a farci vivere con la protagonista il dramma e la sfida di essere sempre straniera, in patria come nella dorata "terra promessa" americana; il dolore dell'estraneità e la gioia di sentirsi di nuovo a casa in un sapore, un profumo, un silenzio, un abbraccio. Interessante.

Voto *** e 1/2

venerdì 29 settembre 2017

Recensioni in 10 righe: "Amore" di Elizabeth von Arnim


Bene, anche per quest'anno ho trovato un libro che mi ha fatto innamorare. E' stato pubblicato per la prima volta nel 1925 da Elizabeth von Arnim, scrittrice a cui non avevo ancora mai prestato l'attenzione che merita. Che stra-merita, a ben vedere, per il coraggio e la feroce ironia con cui dipinge la società e la condizione femminile del primo '900, che risultano tanto pericolosamente simili a quelle contemporanee e ci costringono a farci parecchie domande imbarazzanti sul progresso, l'emancipazione e la natura umana. La vicenda è già di per sé anticonvenzionale: una vedova di quasi cinquant'anni e un ragazzo di venticinque si innamorano e, contro ogni pregiudizio, riescono perfino a essere felici. Tutta la prima parte del romanzo è leggera, esilarante spesso, e ci sbatte in faccia senza pudore alcuno tutte le ingiustizie e le catene invisibili a cui le donne dovevano (devono) sottomettersi se vogliono evitare lo stigma sociale. Ma quando sembra essere arrivato il lieto fine della commedia, comincia in modo sorprendente un'altra storia, in cui i personaggi, anche quelli più comici e grotteschi, vengono ridisegnati attraverso un diverso punto di vista, che ne fa emergere paure e debolezze umanissime, per arrivare a una conclusione per nulla consolatoria.
Un romanzo di rara intelligenza, che riesce a tenere mirabilmente insieme analisi psicologica, critica sociale, ironia e provocazione.

Voto *****

sabato 23 settembre 2017

Recensioni in 10 righe: "La donna dal taccuino rosso" di Antoine Laurain


In questo breve romanzo ci sono tutti gli ingredienti per compiacere il nostro più bieco romanticismo di fine estate: un libraio sensibile, una donna misteriosa, belle citazioni, Parigi. Lei viene scippata, lui recupera la borsetta rubata in cui scopre, tra le altre mille cose che stanno nella borsa di una donna, un taccuino rosso pieno di appunti su paure e predilezioni della sconosciuta proprietaria. La fantasia comincia a galoppare e il librario si mette in cerca della donna.
Una riedizione contemporanea dell' "amor de lohn", gradevole, con la leggerezza tenera della migliore commedia francese. Non del tutto scontata la scelta di raccontare un amore nel momento in cui, come recita la quarta di copertina, "tutto è possibile, perché tutto deve ancora cominciare".
Da leggere con la giusta disposizione d'animo e solo se resistete alla tentazione di fuggire a Parigi, prima che finisca settembre. 

Voto ***

lunedì 18 settembre 2017

Recensioni in 10 righe: "L'imperfetta" di Carmela Scotti


Catena è una ragazzina che, alla fine dell'800, in Sicilia, ha un unico amore: il padre che le insegna i misteri e i poteri della natura, delle parole e delle piante. Quando questo padre tanto amato muore, a Catena non rimane più nulla se non indifferenza, abusi e violenza, sofferenze inferte e fughe disperate, nella solitudine selvaggia dei boschi. Non c'è luce e non c'è neppure ritmo, in questa storia: una discesa agli inferi da cui non si risale, lenta e inesorabile. E' però lo stile e il modo della narrazione quello che meno mi ha convinto: sembra un lungo lamento forzatamente "lirico", che pretende, senza riuscirci, di raccontare questa vicenda durissima dal punto di vista della protagonista. Ma la protagonista, una povera ragazzina siciliana di fine '800, in questa lingua colta e lirica non si ritrova, se ne perdono del tutto le emozioni, che pure dovrebbero esserci, di fronte agli eventi traumatici di cui è vittima. L'unico sentimento manifesto e l'unico esile filo a cui può attaccarsi il lettore per coltivare un po' di empatia con Catena è il dolore per la perdita del padre, la nostalgia infinita per il solo affetto da lei sperimentato in un mondo totalmente animalesco e crudele. Imperfetto e irrisolto.

Voto **