domenica 18 febbraio 2018

Recensioni in 10 righe: "E se ti amo a te cosa importa?" di Michela Poser


Un romanzo di formazione che racconta infanzia e giovinezza di Sveva, tra amicizie che sfumano nel tempo, affetti e non affetti familiari, amori e disamori per donne che passano a volte veloci come un lampo, ma che comunque lasciano qualcosa. Alla ricerca del senso di sentimenti che scorrono, fuggono o ti rincorrono con apparente incoerenza, Sveva cresce e forse (forse) da qualche parte arriva. Ma è giovane ancora, perciò non aspettatevi scelte definitive. 
Un romanzo che ha la freschezza di un esordio non costruito a tavolino, ben scritto, con atmosfere e personaggi disegnati da chi ha, è evidente, uno sguardo da scrittrice. Qualche refuso lo abbiamo trovato, qualche fragilità pure (in una storia forse un po' troppo evanescente per i gusti del lettore medio); però è un ottimo libro d'esordio, con alcune pagine davvero belle. Consigliato.

Voto *** e 1/2

lunedì 22 gennaio 2018

Recensioni in 10 righe: "Ritrovarti" di Véronique Olmi


Non ricordo bene il motivo per cui, qualche anno fa, ho comprato questo romanzo: probabilmente un attacco di romanticismo post-mortem o qualche curiosità che ho rimosso. A leggere la quarta di copertina poteva trattarsi di un romanzo rosa, ma in effetti non lo è. Per fortuna c'è qualcosa di più della classica storia di genere per femminucce. Comincia così: c'è una tipa, apparentemente padrona della propria vita, che il giorno del suo 25mo anniversario di matrimonio (e intorno ai cinquant'anni) legge per caso un annuncio messo su un quotidiano dal suo primo amore adolescenziale. Contro ogni logica, lascia tutto e tutti e parte per raggiungerlo, senza avere la minima idea di cosa lui voglia da lei e di cosa troverà. La parte interessante non è tanto quello che succede dopo, ma il fatto che una signora per bene e felice scopra un giorno per caso di non essere felice per niente. Perché la felicità non esiste se non nelle speranze un po' fumose della prima giovinezza, quando la prima giovinezza è ormai un ricordo. Perché alla fine in una vita ci sono solo due o tre momenti che valevano la pena e tutto il resto è noia. Va beh, niente che non abbiano già detto Leopardi e Califano, però la lettura è apprezzabile.

Voto ***

giovedì 18 gennaio 2018

Recensioni in 10 righe: "Non sono un mostro" di Carme Chaparro


Thriller che, pur reggendosi purtroppo su tutti i luoghi ormai comuni e imprescindibili del genere (investigatrice femmina e traumatizzata, ma forte come un vero uomo, pedofili e bambini scomparsi), riesce a tenerti ben incollato alla pagina. Non per la lingua, che, almeno se devo giudicare dalla traduzione, non è niente di che; piuttosto perché l'autrice ha un ottimo senso del ritmo e sa interrompere e variare la narrazione nel momento esatto in cui tu, ingenuo, spasimi per sapere cosa diavolo sta succedendo. Mai una battuta di troppo. Il finale è inatteso ma non del tutto, così da compiacere il lettore che, insomma, qualcosa aveva intuito, pur non avendo capito nulla. 
Se cercate una lettura di evasione che riesca a intrigarvi il giusto, questo romanzo è ottimo. Se cercate altro, beh, cercate altrove.

Voto ***

venerdì 12 gennaio 2018

Recensioni in 10 righe: "C'è chi dice di volerti bene" di Sara Gazzini


Questo romanzo ha una bellissima copertina, proprio bella. Sai di quelle che attirano lo sguardo e ti fanno prendere in mano il libro (virtualmente però, dato che io di solito i libri li acquisto on line). La quarta di copertina fa intravedere un vecchissimo tema (donne che amano troppo, o meglio donne che amano gli uomini sbagliati) trattato in modo "contemporaneo": una "love coach laureata al liceo classico" insegna a un tot di signore o signorine a non essere troppo stupide, sebbene innamorate. Ci si aspetta un approccio ironico o francamente comico, per giustificare la ripresa di un classicone di tal fatta. Oppure un punto di vista molto serio, competente e rabbioso quanto basta. Purtroppo invece ci ritroviamo in mezzo a un gruppo di patatone di varie età ed esperienze, che però sembrano tutte uguali (tolta la stazza e l'abbigliamento, unici particolari su cui l'autrice si sofferma), e che raccontano in modo convenzionale e comunque poco verosimile di amori e amorazzi che le fanno tanto soffrire; la coach è la più patatona di tutte, non ha la minima idea di come aiutare le sue ingenue pazienti e si limita a emettere frasi fatte a comando, essendo chiaramente messa peggio di quelle che dovrebbe curare. Non ce l'ho fatta a leggere fino alla fine, ma sono sicura che tutto si concluderà a tarallucci e vino, perché è evidente che l'autrice non sa dove vuole andare a parare. 
Se ne poteva fare a meno.

Voto *

mercoledì 10 gennaio 2018

Recensioni in 10 righe: "Breve storia dell'amore eterno" di Szilàrd Rubin


Romanzo ungherese pubblicato nel 1963 (in pieno regime comunista). La trama è esile: tutto il racconto si sviluppa, in modo non lineare, attorno alla passione ossessiva e ossessionante di Attila, intellettuale povero, sensibile e inconcludente, per Orsolya, rampolla di una famiglia aristocratica, anticonformista e libera. Un amore malato come è malato Attila, che passa dall'idealizzazione più sublime all'umiliazione più codarda, che vuole durare in eterno ma non accetta le catene del quotidiano e delle convenzioni sociali. In verità la storia d'amore è solo uno dei pilastri su cui si regge il romanzo, e non quello portante. Chiudendo il libro, alla fine, restano soprattutto bellissime divagazioni, descrizioni ed evocazioni, paesaggi, momenti, atmosfere e impressioni che sono il motivo per cui mi sento di consigliarne la lettura. Da consumare lentamente (è un testo d'altri tempi) e da assaporare un po' per volta.

Voto *** e 1/2 

domenica 7 gennaio 2018

Recensioni in 10 righe: "Less" di Andrew Sean Greer




Arthur Less si trova a un passo dal temuto 50.mo compleanno, il suo ultimo romanzo è stato rifiutato dall'editore e il giovane compagno l'ha lasciato per sposare un altro. La migliore via di fuga da questa insopportabile catena di fallimenti è accettare tutti gli stravaganti inviti (a manifestazioni letterarie, conferenze, corsi universitari di scrittura creativa, e quant'altro il baraccone della pseudo-cultura riesce a inventarsi) che arrivano a uno scrittore mai "emerso", ma che è stato per molti anni amante di un famoso poeta. Comincia così un improbabile giro del mondo, in cui allo spaesamento e alla solitudine di chi viaggia senza una vera motivazione si sovrappongono ricordi, amori e malinconie per ciò che si è perso e per la vecchiaia incipiente. E' proprio la malinconia il sentimento prevalente che questo romanzo ispira, malgrado gli episodi esilaranti e l'ironia, che pure hanno un ruolo importante nella narrazione. Un libro certamente gradevole e intelligente.


Voto *** e 1/2

giovedì 28 dicembre 2017

I 10 libri più belli che ho letto nel 2017

Quest'anno ho deciso di essere meno selettiva e i 10 libri più belli dell'anno sono proprio 10. Dunque, ecco le mie migliori letture del 2017, in ordine di gradimento.

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Che ne pensate? Siete d'accordo con me? Quali sono i libri nella vostra top ten 2017?